Salon du Chocolat 2011 a Bologna: intervista a Maurizio Maglio della Maglio Arte Dolciaria di Maglie (Lecce)

Bologna, 21.02.2011, di Angelo Manghisi

La Puglia è una regione di eccellenza nel panorama enogastronomico nazionale e il Salento si distingue in modo particolare nel settore dolciario.

 

Una grande interprete di questa tradizione è la Maglio Arte Dolciaria di Maglie (Lecce), “l’oasi cioccolatiera pugliese” ritenuta una vera istituzione nel campo della produzione e la cultura del cioccolato.

 

La casa salentina non poteva mancare al prestigioso “Salon du Chocolat 2011” in programma dal 25 al 27 febbraio a Bologna - la prima volta in Italia dopo Parigi, New York, Tokio, Shanghai, Mosca e altri 11 saloni nel mondo - con la supervisione culturale di “Compagnia del Cioccolato”, la principale associazione italiana di consumatori di cioccolato.

 

In occasione dell’evento abbiamo incontrato l’artefice di questa “squisitezza salentina”, si tratta di Maurizio Maglio, amministratore unico della Maglio Arte Dolciaria Srl - al quale abbiamo cercato di carpire i segreti di quella che si è rivelata, di fatto, una vera vocazione familiare e le capacità di lavoratori che l’hanno fatta divenire una grande azienda.


 

Maglio Arte Dolciaria - Maglie , foto Donato De Fabrizio

 

Quando nasce la sua attività? 

"La Maglio è un’azienda di famiglia che è stata fondata nel 1875, quando Antonio, trasferitosi da Massafra a Maglie, avviò una locanda con cambio di cavalli.

 

Per seguire i costumi del tempo, Giuseppe, figlio di Antonio, nella piazza principale della città, aprì un caffè con annesso un laboratorio di dolciumi. A proseguire l’attività del padre fu mio nonno Dante, soprannominato “settecervelli”, che non solo affiancò all’attività principale quella di banchetti e ricevimenti a domicilio, ma avviò la produzione di liquori artigianali, che si rivelò un successo. Cambiando le abitudini sociali e affermandosi le grandi sale per cerimonie, mio padre Vincenzo, negli anni ’60, scelse di intensificare la produzione di cioccolato e di pasticceria: spirito innovativo, inventò ricette e arricchì la produzione dolciaria, intuendo l’importanza di rendere Maglio riconoscibile. E’ proprio a lui che si deve il marchio con il calesse, che è ancora lì, su ogni confezione, a rievocare un preciso momento del passato famigliare".

 

Quando ha iniziato a dedicarsi al cioccolato? 

Sono cresciuto respirando … aria di cioccolato. Per me andare a trovare mio padre sul lavoro significava andare in laboratorio; da studente, le vacanze estive le trascorrevo proprio lì, imparando i segreti del mestiere, affiancando i collaboratori nelle loro diverse mansioni. L’apprendimento è stato sul campo ed è stato naturale, per me, seguire le tracce di mio padre, proseguendo con dedizione la tradizione dei Maglio".

 

Cioccolato inteso come strumento di lavoro o come passione?

"Prima di tutto passione, perché è la passione che mi guida nel lavoro, nelle scelte aziendali, nelle nuove creazioni".

 

Come sceglie i prodotti che elabora (masse di cacao)?
"Per la selezione delle masse di cacao non solo valuto le campionature che mi vengono proposte da accreditati fornitori, ma almeno una volta all’anno vado a visitare le piantagioni che reputo più interessanti".

 

Come è nata la sua ultima creazione?
"L’ultimo prodotto è il frutto di un sogno notturno, al quale – il giorno successivo – ho dato subito seguito, iniziando a fare tutte le prove necessarie per arrivare a ciò che esattamente avevo in mente; così sono nate le Letterine, sfoglie di biscotto alle nocciole, ricoperte di cioccolato al latte e fondente, presentate in anteprima durante i Maglio Chocolate Days, evento organizzato nel novembre 2010, che ha coinvolto il nostro network di Negozi Raccomandati Maglio in Italia (shop.cioccolatomaglio.it)".

 

 Come sceglie i prodotti che utilizza nelle sue creazioni?
"Potrei dire che, per me, l’intuizione di un nuovo prodotto è come una “folgorazione” e, in quanto tale, gli ingredienti sono già nella mia testa. Naturalmente poi è necessario dedicare il giusto tempo a valutare le quantità, le proporzioni, le temperature degli ingredienti, perché il risultato sia quello voluto".

 

Quali sono le emozioni che le dà la materia su cui lavora?
"Per me il lavoro creativo è una sfida; partendo da un’idea, mi appaga riuscire a raggiungere, attraverso la sperimentazione sul cioccolato e sugli ingredienti, un prodotto finale che esprima un perfetto equilibrio di sapori".

 

Perché ha scelto di partecipare al Salon du Chocolat e che cosa si aspetta da questa manifestazione?

"Al Salon du Chocolat di Parigi e di New York la mia Azienda ha già partecipato insieme alla Compagnia del Cioccolato; non potevamo perciò mancare alla prima edizione italiana. Il Salon è un evento speciale, perché vi partecipano i migliori cioccolatieri e perché rappresenta una straordinaria vetrina. L’apertura al pubblico, e non solo agli addetti ai lavori, ci permette di relazionarci in maniera diretta con il nostro consumatore finale: si tratta, perciò, di un’occasione da non perdere".

 

Quale preparazione proporrà al Salon du Chocolat di Bologna?
"Al Salon du Chocolat presenteremo tutta la nostra gamma di prodotti, in particolare la frutta ricoperta di cioccolato, che è la nostra ‘firma’.

 

Le materie prime provengono dal Mediterraneo – fichi, arance, clementine, mandorle pugliesi, nocciole Giffoni, uvetta di Corinto – e le lavorazioni sono ancora artigianali, affidate alle mani esperte dei nostri collaboratori. In alcune nostre praline, rivive la tradizione dolciaria del Salento con la pasta di mandorle, il croccantino, il fico secco con scorzette di limone e mandorle. Il legame con il nostro territorio ci premia: in Italia e all’estero, infatti, sono molto richiesti proprio questi prodotti così particolari.

 

Inoltre al Salon du Chocolat avremo l’onore di essere tra i cioccolatieri che parteciperanno al défilé delle serata inaugurale. Naturalmente si tratterà di una sfilata di abiti in cioccolato. A collaborare con noi abbiamo chiamato la designer Valentina D’Andrea, una bravissima artista leccese che ha dato vita ad un’opera ispirata alla rielaborazione immaginifica di una strega salentina. Al progetto abbiamo lavorato insieme con entusiasmo, lei con la sua arte e noi con la nostra esperienza nella lavorazione del cioccolato".

 

Salon du Chocolat di Bologna

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