Il granturco “Rosso di Aquileia”, macinazione 2010

Udine, 13.12.2010,

 


Dicembre 2010: presentato il “Rosso di Aquileia” a Aquileia (Udine) –

 

C’è un paese nel Veneto dove si parla una specie di dialetto friulano e al Friuli questo paese è legato sin dal Medioevo, quando faceva parte del Patriarcato di Aquileia: stiamo parlando di Concordia Sagittaria, sul fiume Lemene a pochi chilometri dal confine  friulano-veneto del fiume Tagliamento; il paese, pur avendo una solidissima tradizione cristiana, vede da sempre il prevalere delle liste di sinistra, con amministrazioni rosse insomma.

 

Anche Aquileia, sede del Patriarcato omonimo ha origini antichissime e cristiane e, coincidenza o altro, anche a Aquileia da sempre c’è una forte tradizione politica di sinistra, giunte rosse insomma. Capirete la facile ironia dei tanti che, come me, erano stati invitati alla presentazione del “Rosso di Aquileia” e che tra un sorriso e un boccone di polenta, hanno invece potuto apprezzare questa ennesima chicca della gastronomia friulana.


 

Si tratta di una antica varietà, autoctona e pregiata, di mais rosso che risultava quasi scomparsa; la presentazione alla stampa e ai cittadini è avvenuta nella centralissima piazzetta della Chiesa di Sant’Antonio, in Aquileia e l’iniziativa è stata voluta dal Gruppo di Civiltà Contadina Seed Savers, che sta per salvatori e conservatori di vecchie sementi: un gruppo che, negli ultimi anni, ha recuperato la semente di questo particolare mais, praticamente "autoctono" dell’agro aquileiese, e con la pazienza tipica dei vecchi contadini lo ha riseminato con cavalli crovatini addestrati a calpestare delicatamente la terra, coltivato con metodi tradizionali e biologici, raccolto e sgranato a mano, per poi macinarlo con una tecnica plurisecolare nel mulino a pietra degli Zoratto di Codroipo.

 

La farina così prodotta, che è stata appunto presentata per l"occasione, è ricca di sapori, profumi e proprietà naturali, perché durante la molitura la molla non scalda e così non altera il sapore dei grassi contenuti nei chicchi del Rosso di Aquileia. La giornata è stata curata dal bravo agitatore culturale Federico Orso, “Federic dai Ors”, per conto di Aquileia Slow Festival di Sodales Aquileia e di Terre di Aquileia, alla presenza di  Silvano Bertossi, Gran Priore della Confraternita della Polenta, di Walter Filipputti, della Via dei Sapori , di Enos Costantini di Tiare Furlane, di Christian Zoratto mugnaio che ha riportato in auge un mestiere antico e molto apprezzato e dell’assessore provinciale al Turismo Franco Mattiussi.

 

Al termine della presentazione, presso l"attigua Taberna Marciani di Omar Zaninello, è stata offerta una degustazione a base di polenta fatta con  la farina del ”Ros di Acuilea” con baccalà del mulino Zoratto e vini locali (meglio il rosso con il baccalà), accompagnata dalle musiche e dai canti del Grop Tradizional Furlan.

 

Lo sviluppo delle particolarità gastronomiche e la ricchezza della diversità, è stato detto da tutti i presenti, è un aiuto concreto al turismo e si registra sempre maggiore interesse da parte dei visitatori per la scoperta dei prodotti tipici e non omologati, con un rafforzamento della identità friulana come “prodotto” da vendere assieme a tutte le altre ricchezze del territorio.