




Grande festa in questo inizio d'autunno 2010 in Val d'Orcia! Il Consorzio del vino Orcia festeggia quest'anno il decennale.
L'associazione, che comprende 13 comuni della Val d’Orcia Senese, dichiarata “paesaggio rurale Patrimonio Unesco dal 2004”, vuole essere portavoce sia dell’alta vocazione vitivinicola del territorio, sia dei progressi enologici raggiunti grazie alla operosità e alla dedizione dai suoi soci.
Uno degli scopi del giovane Consorzio è quello di valorizzare i vitigni autoctoni quali Sangiovese, Foglia Tonda, Colorino, Canaiolo nero, non trascurando però i vitigni internazionali riconosciuti dalla Regione Toscana.
La Doc Orcia sta crescendo in quantità e qualità, grazie al territorio fortemente vocato, all’impegno dei produttori e della presidente Donella Vannetti, che lavora con passione e dedizione per promuovere questa Doc toscana.
Ecco un'intervista a lei e al Presidente dell'Enoteca Italiana di Siena, Dott. Claudio Galletti.
Presidente Donella Vannetti, in occasione decennale di Divin Orcia, della Doc Orcia e del Consorzio potrebbe farci un bilancio del lavoro svolto?
“Divin Orcia è il nostro evento istituzionale, itinerante tra i comuni della Doc Orcia. Quest’anno si svolgerà a Buonconvento e ringrazio per questo il Sindaco Marco Mariotti e il Prof Gianfranco Molteni per la disponibilità dimostrate. Il decennale è un primo traguardo che abbiamo tenacemente raggiunto, circondati da una folta schiera di amici che ci hanno seguiti dalla nascita, incoraggiati, apprezzati e questo non è poco.
Tra gli obiettivi che ci eravamo dati, vorrei tentare di elencarne alcuni, importanti e cercare di fare un bilancio. L’impegno costante è sulla qualità, con l’istituzione di una commissione di assaggio, composta da tecnici, giornalisti, ristoratori ecc, a garanzia appunto che l’Orcia immessa sul mercato, almeno quella dei consorziati, risponda ad uno standard qualitativo buono. Una qualità che ha anche un corretto rapporto con il prezzo.
Continua il lavoro sulla promozione costante, che rende l’Orcia conosciuta e apprezzata anche in altre regioni; di recente la Lombardia, il Piemonte con l’evento al Circolo Ufficiali di Torino e il Vinitaly con il nostro stand sempre più affollato da consumatori e operatori. La modifica al disciplinare di produzione, altro traguardo, che permetterà di dare al Vino Orcia un carattere più deciso, un legame ancora più stretto con il suo territorio, affermando con decisione il ruolo del Sangiovese. Saranno introdotte la versione Orcia Doc Sangiovese e la Riserva e mi auguro che possa essere riconosciuto a partire da questa vendemmia.
Il Consorzio non è il presidente, non sono i consiglieri, o perlomeno non solo, ma è lo strumento che i soci si danno per raggiungere certi obiettivi, ed è importante che si rafforzi il più possibile. Come produttrice senese, riporto i pareri anche di importanti produttori di altre denominazioni a noi vicine: tutti sono concordi che questa crisi durerà ancora, e che la concorrenza in casa e fuori è forte e competitiva….
E’ importante che tutti i produttori che credono nell’Orcia, che hanno investito in questa Denominazione, comprendano il ruolo fondamentale del Consorzio, per la salvaguardia e la crescita della Doc Orcia.”
Dott. Claudio Galletti, come ricorda la nascita della doc Orcia, 10 anni fa?
Nel 2000 ero diventato da circa un anno Assessore Provinciale all'agricoltura ed allo sviluppo rurale di una provincia straordinaria come la nostra E' stato un grande onore ed un piacere tenere a "battesimo" l'arrivo del riconoscimento della Doc Orcia. Avevamo già l'Igt, ma la denominazione di origine controllata era il punto di approdo che premiava l'impegno degli imprenditori della Val d'Orcia e delle istituzioni che avevano appoggiato questo percorso, aprendo una nuova prospettiva di sviluppo e nuove opportunità per il territorio.
Quali erano, secondo lei, i punti di forza di questa doc, anche in considerazione della vastità del territorio che la comprende?
Senza dubbio avere una delimitazione contrassegnata da territori, quelli di media ed alta collina, fortemente vocati per la viticoltura. Una tradizione forte di produzione. Una zona cerniera tra le due grandi celebrità: il Brunello ed il Nobile. Celebrità che avrebbero potuto "schiacciare" la nuova Doc sul nascere, oppure contribuire a valorizzarla.
Direi che la Doc Orcia non si lasciata "soffocare". Anzi. Inoltre, come punto di forza assoluto, la possibilità di valorizzare il vino prodotto attraverso la straordinaria immagine del territorio della Val d'Orcia. Un territorio sul quale da un decennio erano accesi i riflettori del mondo e che ha conosciuto un notevole sviluppo accompagnato da una forte sostenibilità ambientale e paesistica.
Quale è stato, a suo avviso, il ruolo del Consorzio del Vino Orcia?
Il Consorzio nato 10 anni or sono ha svolto un ruolo incisivo a sostegno della denominazione e delle aziende associate. Sicuramente si è irrobustito ed è cresciuto insieme alla sua Doc.
Che cosa è necessario fare ancora?
Le politiche pubbliche hanno accompagnato questo percorso di crescita. Come sempre si poteva fare anche di più. Comunque la provincia di Siena ha dato sostegno al Consorzio per la sua costituzione e per il suo sviluppo. Le Istituzione tutte sono state vicini agli imprenditori ed al Consorzio stesso, accompagnando e sostenendo progetti di promozione e di valorizzazione del prodotto e del suo legame con il territorio.
Gli imprenditori hanno fatto investimenti per migliorare gli impianti, le cantine e la qualità del prodotto. La DOC Orcia si sta affermando sui mercati, con riconoscimenti ed apprezzamenti dei consumatori
Occorre ancora il sostegno delle politiche pubbliche; l'incentivazione ad impiantare nuovi vigneti per avere più prodotto sul mercato; continuando a spingere sulla promozione puntando sulla qualità enologica e sulle bellezze storiche e del paesaggio.
Quali sono le possibili sinergie con Enoteca Italiana?
Con la Presidente del Consorzio Donella Vannetti, che è stata una protagonista attiva ed appassionata di questi anni, che ha contribuito a valorizzare e promuovere il Vino Orcia, abbiamo fatto tante iniziative insieme di promozione, valorizzazione e degustazione. Come Enoteca Italiana, siamo disponibili a trovare per il futuro, se possibile anche più che in passato, progetti e iniziative per valorizzare questo vino e questa realtà territoriale.