














Fino al 16 febbraio 2010 in Alto Adige -
La Strada del Vino dell’Alto Adige, la più antica d’Italia, si snoda attraverso luogi affascinanti come Bolzano, Appiano, Caldaro, che offrono tante opportunità per le vacanze invernali: gli eventi, il wellness, il selfness, le attrazioni per tutta la famiglia, lo sport.
Divertimento assicurato con lo slittino ad esempio, nella pittoresca località di Appiano, dove ci si può perdere in lunghe passeggiate tra i paesaggi di vigneti innevati o nel bosco del Monticolo. Per gli appassionati del pattinaggio sul ghiaccio, i laghi di Monticolo e di Caldaro offrono la pista ideale in mezzo alla natura a meno che non si preferiscano quelle al coperto dei palaghiacci attrezzati a Caldaro e ad Appiano, come pure quelle a Bolzano, Egna ed Ora.
La Strada del Vino dell’Alto Adige, d’inverno, invita a “vacanze very slow”, per riscoprire la magia dei paesaggi, i sapori di una gastronomia autentica e raffinata in locali rustici oppure più trendy.
Le architetture di cantine e centri di degustazione offrono esempi di equilibrio e fusione tra design, tecnologia ed innovazione in armonia con l’ambiente. Come la Tenuta Vinicola Alois Lageder di Magrè che coniuga passione per l’arte e una progettazione all’insegna della sostenibilità ambientale, oppure Manincor la cui cantina scompare completamente nel sottosuolo, tutelando il paesaggio e permettendo allo sguardo di chi lo ammira di spingersi fino al Lago di Caldaro.
Nella Cantina di S. Michele Appiano antico e nuovo, tradizione e modernità, creano simbiosi armoniche e funzionali. Il Winecenter della Cantina di Caldaro, una recente struttura accoglie i visitatori in una location intrigante dove dedicarsi senza fretta a piacevoli degustazioni.
Atmosfere di grande seduzione anche negli inviti al relax più assoluto di strutture e hotel sulla Strada del Vino dell’Alto Adige, con i trattamenti e le proposte più originali di hotel come il Weinegg, l’Hotel Mandelhof di Cornaiano/Appiano, il Parc Hotel am See, il Genusshotel Badl di Caldaro.
L’inverno è anche il periodo di eventi magici come:
La sfilata viene aperta da un suonatore di tromba seguito da contadini a cavallo e “servi”; seguono gli stradini, con il compito di tenere pulita la strada durante il percorso. Più indietro, la popolazione contadina, con gli antichi attrezzi per lavorare la terra e il carro carico di sementi. La figura chiave della sfilata è "l'Egetmannhansl", un pupazzo che sfila su un calesse vestito di tutto punto, in giacca nera, guanti bianchi e cilindro.
Con lui sul calesse anche la sposa. Seguono altri carri e personaggi tipici, come lo "Schnappvieh" o il “Wudele” (una sorta di coccodrillo); “Burgl” e “Burgltreiber” che simboleggiano la cacciata degli spiriti maligni dell’inverno; il “Selvaggio” (rappresenta la fine dell’inverno) e il “Cacciatore” (rappresenta l’arrivo della primavera), i ricchi ed i poveri zingari, le donne con gerla e bigoncia e i consiglieri.
La vera e propria sfilata dell’Egetmann ha luogo soltanto negli anni dispari, ma i bambini di Termeno amano questa tradizione del carnevale, preferita a sfilate con abiti da fatine o robot, per questo viene organizzata la sfilata in miniatura alla quale, a differenza della vera e propria sfilata tradizionale, possono partecipare anche le bambine.