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Accordi di pesca nel Mediterraneo


Accordi di pesca nel Mediterraneo

Trapani, 21.10.2009, di Redazione 6

Di Luciano Scarzello -

 
Si sta concretizzando l’intesa fra il Distretto della Pesca di Mazara del Vallo, il più grande e importante in Italia, e i paesi dell’area del Mediterraneo con lo scopo di creare un’area comune di pesca che permetta di regolamentare meglio questo tipo di attività coinvolgendo, per i primi, gli stati del nord Africa con i quali si sono verificati spesso incidenti come i sequestri di pescherecci.
 
Il protocollo d’intesa relativo a questo “Distretto internazionale” era stato firmato lo scorso marzo al Cairo presente anche il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola il quale aveva ricordato che quello della pesca è uno dei settori dove Italia ed Egitto (l’export italiano verso questo paese ha superato i 5 miliardi di euro all’anno) possono collaborare intensamente.
 
Dal 1° ottobre alcuni pescherecci siciliani hanno imbarcato a bordo pescatori egiziani e possono pescare indisturbati nelle acque egiziane tra i 500 e i 1000 metri di profondità. Lo stesso sta avvenendo con la Tunisia e sia con quest’ultima che con l’Egitto il Distretto di  Mazara si è impegnato a fornire istruzioni sulle nuove tecniche di pesca che vanno man mano nascendo oltre a corsi professionali per i pescatori.
 
Stesso accordo è stato tentato in questi giorni con l’Algeria prossimamente toccherà al Libano dove si recherà il presidente del Distretto, Giovanni Tumbiolo, per incontrare le autorità locali. Si tratta delle fasi iniziali di un progetto che ha avuto l’ok anche dal governo italiano di creare un unico sistema pesca in tutto il Mediterraneo.
 
“In Italia si mangia pesce che arriva ormai da tutto il mondo e il nostro, come il pregiato tonno rosso, finisce in bocca ai giapponesi che ci mandano il loro - spiega Tumbiolo -; anche se con ciò non vogliamo sminuire l’importanza dell’export. Con il nuovo sistema pesca, il Mediterraneo potrà fare sinergia e competere, anche commercialmente, con altri paesi come la Cina, l’India e il Sudamerica.
 
Da parte nostra ai colleghi pescatori dei paesi del nord Africa ci siamo anche impegnati a fornire innovazione tecnologica e tutto ciò che permetterà di essere agevolati al massimo nel loro lavoro. E porre fine agli incidenti in mare di cui ogni tanto riferiscono le cronache”.