L'Uomo di Altamura (Bari). Gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico

Bari, 28.07.2009, di Vito

 

Eclissatosi 250 mila anni fa nella grotta di Lamalunga, che lo ha conservato nel suo scrigno e lo ha consegnato a noi spregiudicati discendenti del terzo millennio, oggi l'Uomo di Altamura ritorna a calcare la scena. Probabilmente allora non percepiva l'agguato che quella grotta gli tendeva.

 

Lo spaventava più la grandiosa voragine del Pulo, la cui calotta era improvvisamente  sprofondata, aprendo al sole sulla parete settentrionale a strapiombo grandi cavità sgombre dai flussi pluviali, che diventarono i suoi ripari dalle fiere e dalle intemperie. Suoi coetanei abitavano la Murgia Franchini e avevano imparato a non avventurarsi, durante i periodi di piena, tra i canaloni gonfi d'acqua che confluivano nella grave di Farawalla.

 

Leggende ancora vive raccontano di intere mandrie precipitate, con i loro pastori, nel buco nero di Farawalla e rinvenute dopo giorni e giorni nel golfo di Taranto. Nell'antico canalone di Lamalunga l'Uomo di Altamura fu travolto dalle acque e fu scaraventato, attraverso uno pozzo che intercettava una galleria di scorrimento, a 30 metri dalla superficie, nella sala principale della grotta. Una successiva piena lo trasportò in un ramo secondario di assorbimento, dove rimase incastrato tra le stalattiti.


 

L'acqua lo sommerse e ricamò sul suo scheletro, con l'alabastro, merletti di concrezioni a "cavolfiore". Attraverso gli altri pozzi e sospinte dai flussi stagionali, numerose carcasse di animali raggiunsero la grotta. L'acqua le depositò col limo, l'argilla rossa e la sabbia negli anfratti più segreti.

 

250 mila anni dopo il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), il giorno 07/10/1993, durante l'esplorazione della grotta di Lamalunga, fa una scoperta di rilevanza mondiale : "L'Uomo di Altamura" gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico.

 

Morfologia:
Ossatura calcarea formatasi 130 milioni di anni fa costituita dal calcare di Bari e calcare di Altamura , da rocce di origine calcareo-arenacee (i tufi mazzaro, cozzoso, salso) a cui si alternano argille, depositi alluvionali e terre rosse formatesi tra 1 milione e 2 mila anni fa, coltivabili e concentrate nelle lame. All'ispessimento sovraorbitale si contrappone infatti quello posteriore in prossimità della nuca, che rimanda a fossili umani più arcaici.

 

La scoperta dell'ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri. E' integro nella struttura scheletrica ed è in ottimo stato di conservazione. Sul suo cranio sono presenti sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nei neandertaliani, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, tra le forme di Homo erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal (85 mila anni), in una fase di passaggio stimata intorno a 250 mila anni fa.

 

 

APERTO IL CENTRO VISITE DELL' UOMO DI ALTAMURA


E’ possibile osservare, attraverso un sistema di videosservazione in 3D, l'Homo Arcaicus di Altamura.

 

Il Centro visite è aperto tutti i giorni tranne il lunedì
- dalle ore 10,00 alle 13,00 (mattina)
- dalle ore 15,30 alle 18,30 (pomeriggio).
La visita dura 45 minuti e l'entrata è prevista per gruppi di 30 partecipanti.

 

Le prenotazioni vengono effettuate presso la società "L'uomo di Altamura scarl (G.A.L.)" in Piazza Resistenza, n.1 - Altamura (Ba) - tel. +39 080 3106252 fax +39 080 3104497, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle 18.00.

 

Il biglietto viene acquistato presso la Masseria Ragone, sede della grotta di Lamalunga, e comprende anche l'accompagnamento alla grotta e la visita virtuale.
Nella Masseria Ragone è in funzione un centro di accoglienza con annesso punto ristoro
 

Fonte: Museo Civico di Altamura

di Vito