Pallagrello: il vino dei Borboni

Caserta, 04.07.2009, di generoso

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei vitigni della Provincia di Caserta, antica culla enologica fin dai tempi dei Romani. Oggi vi racconteremo del

 

Pallagrello

 

Associare la forma sferica al concetto di perfezione è operazione quasi automatica. Quindi nessuna meraviglia se l’enomondo possa vantare le proprie rotondità: e non a caso, in Campania, terra di donne belle e formose, un‘uva fin dal settecento veniva denominata “pallarella” grazie alla lucida sfericità degli acini. E da qui a Pallagrello, nome con cui si designa una delle pochissime ampelovarietà in versione sia bianca che nera, il passo è breve.


Un tempo la stessa varietà veniva denominata anche Piedimonte dal luogo di provenienza. Il blasone di uva eccellente per vini nobili già allora le apparteneva: era presente infatti nei menu di casa reale. Ed inoltre faceva parte di una Vigna voluta da Ferdinando IV di Borbone dal nome leggendario Vigna del Ventaglio, a sud est dell’attuale Monte San Leucio.
Ma secondo il Tratta già i Romani facevano uso di quest’uva (detta nei Saturnali di Microbio “pilleolata”) come componente del Falerno.

Le sue tracce si perdono nel 900, per poi assurgere ai fasti della cronaca pochi anni fa, grazie allo spirito amorevole di Alberto Barletta, che lo riscopre e lo rilancia.

Vitigno autoctono, quindi, ricco di storia e si presenta sia ina abito scuro che in abito chiaro. È un vitigno vigoroso, con buona tolleranza alla siccità ed alla botrytis, dalla resa per ettaro di circa 70/80 quintali.

All’analisi organolettica il Pallagrello bianco fermentato in barrique si presenta di colore giallo oro e offre all’olfatto un ampio bouquet, con delicate note di miele, pesca, ginestra, fieno, cera d’api; al gusto è ricco, morbido, equilibrato, caratterizzato da lunga persistenza con prevalenza di aromi speziati, note di frutta candita e accenni di mandorla tostata e vaniglia.

Il Pallagrello bianco fermentato in acciaio è di colore giallo paglierino, brillante; al naso propone profumi di frutta fresca con una dominanza di note di mela, pera, ananas e melone; al gusto è equilibrato, di buona persistenza aromatica con lungo finale di albicocca secca.

Il Pallagrello nero è un vino potente, di grande struttura, dal colore rubino intenso; al naso sopravanzano sentori balsamici, che si aprono a un’ampia sequenza di note richiamanti frutti di bosco, pepe verde e cioccolato; al gusto è armonico, morbidamente vellutato; la persistenza aromatica è lunghissima e sfuma lentamente in una scia speziata con tracce di more e mirtilli.