venerdì  
13.02.2009  


Impronta carbonica: l’impronta del nostro vino sul Pianeta di Redazione 6




Testo a cura di: SATA Studio Agronomico Rovato (BS) - info@agronomisata.it -

Premessa

L'impronta ecologica è un metodo di misurazione che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese o dall'intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera.

Il metodo consente di attribuire, sulla base di dati statistici relativi ad ogni Paese, un'impronta ecologica di un certo numero di ettari globali pro capite come “necessità” di territorio biologicamente produttivo.

Analogamente, ma restringendo il campo a un parametro più tangibile, concreto e misurabile, l’impronta carbonica, che traduce l’anglofono “Carbon footprint”, è la misura dell'impatto delle nostre attività sull'ambiente, in particolare sul cambiamento climatico, a causa del rilascio di gas ad effetto serra.

Per eseguire questo computo si adotta un software di calcolo, chiamato sinteticamente “Calcolatore del Carbonio” (Carbon calculator), che permette di stimare la quantità di gas a effetto serra prodotta durante un processo industriale a causa di tutti i fattori produttivi, tra cui il consumo di energia necessaria per il processo produttivo in sé, per il riscaldamento o il raffrescamento, per il trasporto delle materie prime, per l’acquisto di materiali di consumo, e così via per ogni passaggio della filiera.

Va precisato che in Inglese il termine Carbon viene utilizzato come abbreviazione di carbon dioxide, ossia diossido di carbonio, più comunemente detta anidride carbonica; sarebbe quindi più corretto chiamare questo strumento “calcolatore delle emissioni di gas ad effetto serra” o, eventualmente “calcolatore per il bilancio dell’anidride carbonica”.

Descrizione

Una “impronta carbonica” è costituita dal bilancio dei gas emessi, direttamente o indirettamente, durante il processo produttivo, a sua volta suddiviso in diversi “ambiti”.

1. L'impronta primaria, o in “ambito 1” è una misura diretta delle emissioni di CO2 da combustione di combustibili fossili, tra cui il consumo interno di energia per il trasporto o per i lavori aziendali. L’Azienda è quindi responsabile diretta di queste emissioni a seconda di quanto carburante utilizza.

2. L'impronta secondaria o in “ambito 2” è una misura delle emissioni indirette di gas serra causate da energia acquistata da fornitori esterni. Spesso questa è la componente principale (es. gas serra prodotti per fabbricare l’energia acquistata per far funzionare impianti di riscaldamento o refrigerazione).

3. L'impronta terziaria o in “ambito 3” include le voci di produzione di gas serra determinate da tutto il ciclo di vita dei prodotti e materiali che si acquistano e si utilizzano durante il ciclo produttivo. Si deve considerare ad esempio la CO2 prodotta per fabbricare il vetro delle bottiglie, gli additivi enologici, i concimi, i prodotti fitosanitari, ecc.

Partendo da un iniziale e più genericamente valido protocollo per la stima dei gas ad effetto serra (Greeenhouse Gas Calculator, GHG), adatto al calcolo delle emissioni per una qualsiasi attività umana (dai voli aerei per chi va in ferie al riscaldamento dell’abitazione), nel mondo si sta predisponendo e adattando progressivamente un calcolatore “internazionale” specifico per l’industria vitivinicola.

L'International Wine Carbon Calculator (IWCC) è un calcolatore di emissioni di anidride carbonica e gas ad effetto serra, sviluppato attraverso una collaborazione tra Istituti di ricerca e associazioni di produttori di California, Nuova Zelanda, Sud Africa e la Winemakers' Federation of Australia (WFA).

Lo stato dell’arte in Italia

SATA Studio Agronomico, con lungimiranza, primo Studio Agronomico in Italia, ha stabilito in esclusiva un accordo di collaborazione con la prestigiosa WFA per elaborare un metodo di monitoraggio e calcolo specifico per l’Italia: ItaCa.ViteVino (Italian Calculator, per le emissioni di gas ad effetto serra nel settore vitivinicolo) vuole diventare il primo calcolatore italiano ufficiale per la nostra Nazione. Per rendere questo strumento affidabile ed utilizzabile anche in Italia, lo si deve adattare inserendo i parametri italiani (ad esempio il rapporto tra energia consumata e CO2 prodotta, i gas inquinanti prodotti dai veicoli e dai motori utilizzati nelle Aziende italiane, ecc.).

Anche se l'industria vinicola e la maggior parte delle altre industrie agricole sono considerate a basso impatto per limitate emissioni di anidride carbonica e gas serra, uno strumento di questo genere permette di monitorare il processo produttivo ed individuare i punti critici da affrontare per migliorare l’efficienza economica ed ambientale della filiera Aziendale.

Inoltre, può favorire l'accesso sulla porzione di mercato gestita dai rivenditori internazionali interessati a questo aspetto (in particolare il mercato anglosassone è molto attento a questi elementi), fornendo informazioni utili a fini di marketing e di immagine.

Il calcolatore è uno strumento ulteriore per aiutare le Aziende vitivinicole italiane a capire l’impatto delle loro operazioni sull’ambiente, a sviluppare strategie per la riduzione delle emissioni e dei costi di produzione, a promuovere ufficialmente e concretamente, dimostrando “dati alla mano”, l’etica ambientale.

ItaCa.ViteVino viene poi affiancato da uno strumento interattivo di analisi della efficienza aziendale, che si chiama GEA.Vite (Gestione dell’Efficienza Aziendale), direttamente creato da SATA Studio Agronomico e che permette di verificare la qualità delle operazioni e le ripercussioni ambientali delle strategie di lavoro aziendali e di focalizzare l’attenzione sui punti deboli di ciascun ambito della filiera, per poi intervenire con le necessarie soluzioni migliorative per ciascun settore del processo produttivo.

Le prospettive

Il nostro intervento vuole aprire un varco in questa esplorazione per offrire alle Aziende, in tempi brevi, uno strumento completo ma di semplice applicazione, utile a capire i propri metodi operativi per pilotare di conseguenza le strategie produttive, oltre che a conseguire dati divulgabili e spendibili anche nel marketing.

Secondo una visione più ampia, questa iniziativa, innovativa per l’Italia, vuole essere un invito anche alle Istituzioni nazionali, agli Enti locali e ai Consorzi di Tutela, ad approfondire le ricerche anche in ambito territoriale (Zone DOC, Province e Regioni viticole), seguendo la strada tracciata da quei Paesi che mostrano maggiore dinamismo verso le problematiche ambientali.

Conoscere la situazione sul territorio è un’arma fondamentale per indirizzare gli sforzi programmatici verso scelte strategiche previdenti, funzionali a indirizzare sapientemente e coscienziosamente i Produttori verso opportunità sempre più competitive ed ecocompatibili.

•Notizia tratta da James Murray, BusinessGreen,11 ottobre 2007: il gigante delle catene di Supermercati TESCO introduce le etichette per l’impronta ambientale, che aiuteranno i clienti a fare scelte più consapevoli anche dal punto di vista ambientale.
•Inoltre: http://www.reuters.com/article/pressRelease/idUS134900+28-Jan-2008+PRN20080128
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