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Un mistero svelato al Museo Revoltella: Achille Funi e Leonor Fini


Un mistero svelato al Museo Revoltella: Achille Funi e Leonor Fini

Trieste, 03.01.2009, di eva

 

Giovedì 8 gennaio 2009 alle ore 18 presso l’Auditorium del Civico Museo Revoltella, Nicoletta Colombo responsabile dell'archivio nazionale Achille Funi, rivelerà al pubblico chi rappresenta la fresca figura di ragazza ritratta nell'opera che dal 1954, data della sua acquisizione da parte del
Museo Revoltella, è stata finora genericamente definita come 'Ritratto femminile'.

Un busto di ragazza poco più che ventenne, dal viso fresco e sbarazzino, capigliatura moderna e scomposta, abito azzurro cielo, reso diafano da un jabot bianco, morbido come velo.

L'Auditorium del Civico Museo Revoltella di Trieste, ospiterà infatti l'appuntamento dal titolo 'Achille Funi e Leonor Fini: un mistero svelato al Museo Revoltella'. Parteciperanno all'incontro, preparatorio alla mostra dedicata all'artista triestina Leonor Fini che verrà inaugurata nel corso del 2009, Massimo Greco, Assessore alla Cultura del Comune di Trieste e Maria Masau Dan, Direttore del Civico Museo Revoltella.


L'opera in questione porta la firma di Achille Funi (1890-1972), affermato pittore di origine ferrarese, presto naturalizzato milanese. La sua figura era già alla fine del primo conflitto mondiale un riferimento per la nuova arte italiana, così come lo erano De Chirico e Sironi. Futurista, fu poi
nel 1922 tra i fondatori del movimento d'arte Novecento Italiano. Importante anche la sua opera di frescante e mosaicista. La critica milanese, anche autrice di molti saggi d'arte, ha scoperto infatti
che la ragazza del dipinto 'Ritratto femminile', è una giovane Leonor 'Lolò' Fini, divenuta poi artista celebre, dalla vita avventurosa. Personalità raffinata ed eccentrica, la Fini, vissuta tra Trieste, Milano e Parigi, è una delle rare pittrici del Novecento ad aver raggiunto una fama internazionale.
La partecipazione della Fini alla vita artistica triestina e l'abilità dimostrata nell'affrontare il linguaggio pittorico le procurarono una commessa da parte di un ministro che risiedeva a Milano e, tra il 1927 ed il ?28, proprio per avere accettato di eseguire i ritratti per la famiglia del committente, si trasferiva a Milano. Qui frequentò l'intellighenzia ambrosiana, una frequentazione che comunque non la entusiasmava, soprattutto perché i giovani pittori snobbavano le donne artiste, come lei stessa avrebbe poi rivelato. Le uniche eccezioni erano Funi e Sironi, che invece, forse per l'essenzialità del loro carattere e la parsimonia di parole, non l'avevano mai discriminata. La conferenza sarà dunque l'occasione per fare luce sui legami artistici e sentimentali tra i due pittori, esplorando ciò che univa Trieste e Milano, città nelle quali Funi e la Fini lavorarono. A Milano, la Fini esponeva giovanissima insieme ad altri due triestini Carlo Sbisà e Arturo Nathan; Funi a Trieste realizzava l'atrio del Palazzo RAS di Piazza Oberdan, insieme a Umberto Nordio, Felicita Frai e Ugo Carà.
Un lungo rapporto, quello tra i due artisti, generoso e disinteressato, destinato a durare anche nei tempi in cui ognuno avrebbe seguito strade diverse. Ingresso libero, consentito fino ad esaurimento dei posti in sala.

Info: Civico Museo Revoltella Via Diaz, 27

34123 TRIESTE Italy

0406754350-6754296_fax 040-6754137

e mail revoltella@comune.trieste.it

di eva