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Il Roero astigiano tra feste estive e buona tavola


Il Roero astigiano tra feste estive e buona tavola

Asti, 08.09.2008, di Redazione 3


di Luciano Scarzello -

L’enologia del Roero è infarcita con la storia del Piemonte o, per essere più precisi, con quella dei Savoia. Già nel ‘600 prima ancora di diventare sovrani (accadrà solo all’inizio del XVIII° secolo), duchi e nobili dell’illustre Casato si recavano su queste colline a rifornirsi di vino.

“Favorita”, il “bianco”, avrebbe origine- ad esempio- dalla preferenza che i Savoia avevano espresso per questo vino mentre molto ambiti erano la barbera e il nebbiolo. In particolare la prima reca in etichetta “Barbera d’Alba” mentre in realtà è la Barbera del Roero che con quella di Alba presenta alcune differenze.

Visto che i Savoia vengono spesso accostati alla storia e al turismo locale, a Priocca d’Alba – nel cosiddetto Roero astigiano – anni fa venne ideata, in collaborazione con alcuni altri comuni vicini tra cui Castellinaldo e Magliano Alfieri, la cosiddetta “Barbera Vigne Sabaude” per dare anche una connotazione precisa al territorio.

La barbera è uno dei principali vini di questa parte del Roero che confina con la provincia di Asti. E’ il vino tradizionale dei piemontesi che da anni miete successi sui mercati interni ed esteri nonostante alcune parentesi di crisi che, del resto, connotano tutti i vini italiani.

A favorire questo tipo di produzione è la natura del terreno calcareo-argilloso che si differenzia per certi aspetti da quello del Roero più confinante con Alba. A Priocca – spiega il vicesindaco Marco Perosino – si è naturalmente puntato molto sui vini nella promozione del turismo e della cucina tipica. Senza dimenticare, ovviamente, gli altri che spaziano dal nebbiolo “Roero docg”, al Roero-Arneis, alla stessa “Favorita” e al dolce e aromatico “Birbèt”.

Ad annunciare il paesino di Priocca, in passato punto strategico nelle guerre tra gli astigiani contro Alba e i feudi del Roero, c’è il campanile della parrocchia che svetta dall’alto della collina, un’originale costruzione in stile neogotico che risale ai primi del ‘900.

Caratteristiche anche le pievi che si trovano in zona e invitanti sono le passeggiate che si possono compiere partendo proprio dal paese in direzione di Castellinaldo dove si trova l’imponente fortezza medioevale e a Govone dove sorge il castello-residenza sabauda dove nel ‘700 soggiornò per qualche tempo anche il filosofo francese Jean Jacques Rousseau. Tutto il Roero è in festa tra agosto e settembre. Un’occasione, quindi, per trascorrerte un week –end di tranquillità alla scoperta o riscoperta di una buona cucina e ottimi vini.



Indicazioni:

Per i ristoranti segnaliamo il famoso “Il Centro” a pochi passi dal municipio dove i piatti della cucina albese sono particolarmente curati e a volte con un’interpretazione personale dello chef (tel. +39 0173-616112).

Di fronte al ristorante dall’altro lato della centralissima via Umberto si trova l’“Enoteca Priocchese” che propone i vini di Roero (e Langhe) insieme a specialità tipiche locali (tel. +39 0173-616814) mentre per chi vuole pernottare merita un cenno l’elegantissimo “la Casa del Glicine”, bed & breakfast nato dalla ristrutturazione di un vecchio edificio nobiliare del ‘700 dove ad accogliere con grande gentilezza i turisti ci sono i proprietari, Ermes e Laura che si sono fatti portavoce del potenziamento dell’accoglienza turistica nella zona (tel. +39 0173-616017 o +39 338-9360816).

In periferia del paese, sulla provinciale che conduce a Govone troviamo l’azienda vinicola “Roagna” che si distingue per una vinificazione esperta supportata da una tecnologia di cantina moderna per dare ai vini caratteristiche di alta classe. Le uve sono raccolte esclusivamente nei propri vigneti nelle zone più vocate di produzione. Tra gli ultimi nati un “Rosè” vinificato con uve nebbiolo, di gusto e profumo gradevole, ottimo come aperitivo o da accompagnare agli antipasti.

Altra tappa importante è l’azienda agricola “Bricco del Prete”, una vera full immersion nel passato perché i titolari hanno voluto mantenere intatte le caratteristiche delle vecchia cascina. Qui si producono i vini della tradizione ma esiste anche un allevamento di bovini e animali da cortile (nutriti solo con alimenti biologici) che vengono macellati e la carne si può acquistare direttamente nel punto vendita adiacente.

E, da non dimenticare, da metà settembre in poi il celebre tartufo bianco che renderà ancora più invitanti le tavole dei ristoranti.