Al Romantik Hotel Laurin di Salò (Brescia) il fascino antico di un'eleganza senza tempo: il lago di Garda e i suoi tesori... da gustare

Brescia, 28.06.2008, di Maricetta



di Angelo Lo Rizzo -

Salò è certamente la località del Garda bresciano più conosciuta. Tra le tante sue attrattive, e sono veramente tante, una spicca in modo particolare: il Romantik Hotel Laurin, che in oltre quaranta anni di attività la Famiglia Rossi è riuscita a portare ai massimi valori, soprattutto a livello gastronomico.

Fu un amore a prima vista quello che spinse Franco Rossi, campione di tennis e figlio di albergatori, a trasformare Villa Isabella di Salò in un hotel di charme, oggi gestito dai figli Paolo, Alberto e Nicoletta.



“Era il 1960 e la Riviera del Garda era tra le più importanti e frequentate d'Italia – racconta Nicoletta – la villa era ed è tuttora tra i più riusciti esempi di Liberty floreale in Italia. Fu infatti costruita nel 1901 come residenza privata della Famiglia Simonini, su progetto che si ritiene appartenere all'architetto Ulisse Stacchini, lo stesso che pochi anni più tardi realizzerà il progetto della Stazione Centrale di Milano”.

Al suo interno, oggi perfettamente conservato, l'atmosfera da Belle Epoque è magnificamente resa grazie agli affreschi alle pareti, ai mosaici dei pavimenti, alle imponenti colonne in marmo, ai fregi floreali e a mille altri particolari che caratterizzano gli ambienti.



Una curiosità: la villa fu scelta quale sede del Ministero degli Esteri nel corso della breve esperienza della Repubblica di Salò. E fu proprio qui che Angelo Berti, grande gastronomo mantovano, decise di coinvolgere l'amico Franco in un progetto che stava per venire alla luce, quello dell'Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo. Era il 1964 e Berti creò per il Ristorante quello che per i vent'anni successivi rimase nel menu del Laurin come specialità: il pollo al curry.

Furono dodici i Ristoranti che nell'aprile del 1964, al Circolo della Stampa di Milano, diedero vita all'Unione. Due di questi ristoranti sono ancora attivi e dopo ben 44 anni, sono ancora soci dell'Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo: si tratta del “12 Apostoli” di Verona e, appunto, del Laurin di Salò.



E' da poche settimane che il Ristorante del Laurin presenta un nuovo menu per il piatto del buon ricordo: si tratta di Frittelle di cavedano in carpione, con cialde di polenta di Storo, un piatto semplice e di antiche origini che racchiude tutti i sapori ed i profumi del territorio lacustre: il cavedano pesce povero ma dalle carni ottime, i profumati limoni del Garda, simbolo della riviera e la pregiata farina di Storo.

Un piatto al quale affiancare le altre interessanti proposte del ristorante: una cucina tradizionale e di alto livello rielaborata dal giovane chef Davide Grandelli, con qualche tocco di creatività, e sempre con la presenza di Alberto Rossi. Alla base le ottime materie prime del territorio, attentamente selezionate: pesce, agrumi, olio e quanto di meglio il lago offre. Non rimane che sedersi a tavola, magari sul terrazzo al chiaro di luna ed a lume di candela, e poi farsi coccolare dal Maitre Tiziano Passarella, ottimamente coadiuvato da Marina, Elisa, Claudio e Fabio, mentre alla reception vi accoglierà il sorriso di Clara e di Monica, sempre sotto l'attenta, discreta presenza di Nicoletta Rossi e della Direttrice Alba Donatini. In uno scenario di altri tempi è possibile scegliere fra un menu d'acqua o di terra, sostenuti sempre dai pregiati vini del luogo.

E come è nella tradizione al termine del pasto viene offerto al commensale il Piatto del Buon Ricordo, una memoria allegra e colorata da conservare nel tempo, e che da qualche anno ha anche stimolato quella sindrome collezionistica, che è divenuta nel tempo un vero e proprio fenomeno di costume.


Visualizzazione ingrandita della mappa