I Vini dell’Etna

Italia, 31.03.2008, di Stefano Bugamelli


 

Il fascino che trasmette il vulcano più grande d’Europa è unico: la sua mole impressiona se lo si vede dal basso e guardando lo spettacolare panorama che dà sul mare, dai Crateri Silvestri a duemila metri di altezza, le suggestioni si intensificano.

Su questi scuri terreni che l’uomo non ha mai voluto abbandonare, nonostante i frequenti rigurgiti de “ 'a Muntagna” come viene chiamato qui il vulcano, crescono piante che pur con mille difficoltà forniscono prodotti particolarissimi. Di certo la più rappresentativa e vicina all’uomo è la vite: non a caso per lei si parla di “allevamento” e non di coltivazione.

Alle pendici dell’Etna le radici della vite assorbono i sali minerali che in queste sabbie vulcaniche sono presenti in grande concentrazione, le foglie proteggono i grappoli d’uva dal caldo sole che li matura con vigore e utilizzano l’energia luminosa per produrre gli alimenti necessari alla vita della pianta; l’acqua è la più assente, ma ci si può adeguare con la rinuncia o con l’ingegno. Gli sbalzi di temperatura fra il giorno e la notte sottopongono le piante a uno stress al pari di un atleta che si allena per una importante gara. Anche il vicino mare influenza con le sue brezze l’ambiente circostante.

Condizioni estreme, uniche che portano a studiare e a curare con attenzione i vigneti e valorizzare il lavoro in cantina con l’impiego di metodi e delle tecnologie più moderne e appropriate. I nuovi “vigneron” etnei hanno cambiato marcia e aggiornato le tradizioni contadine per diventare competitivi in qualità ed affrontare i mercati esterni alla loro regione.




 

Accanto a vitigni autoctoni dell'Etna e di principale allevamento come Catarratto, Caricante, Nerello Mascalese, Nerello Mantellato, si affiancano altri siciliani: Mannella, Nero d’Avola, Inzolia e gli internazionali come Cabernet Sauvignon, Merlot, Shirah, Pinot Nero, Chardonnay e la sorpresa Viogner, l’ultimo arrivato.

Si ottengono vini dalla buona acidità, di notevole sapidità, molto minerali anche all'olfatto, di marcata gradazione alcolica e più di frequente nel caso dei rossi, con i tannini ammorbiditi grazie al sapiente utilizzo dei legni di botti o barrique. Sono questi gli elementi fondamentali per realizzare prodotti di importante struttura e longevità.

Fra le aziende vitivinicole che fanno capo al Distretto Taormina Etna, il comprensorio di 58 comuni delle province di Catania e Messina sono parecchi i punti di curiosità ed interesse come le positive esperienze di spumantizzazione in metodo classico (fino a 48 mesi sui lieviti) di Nerello Mascalese in purezza dellaTenuta San Michele - Azienda Murgo.
La splendida vinificazione di Viogner, il vitigno francese da poco importato dalla Società Cooperativa Patria .


La prova di allevamento “nel cemento” di filari di viti dell’azienda Scilio che ha realizzato piste di cemento alte 15 centimetri per isolare la superfice assolata e non permettere l’evaporazione dell’umidità che resta così fra le radici, inoltre impediscono la crescita delle erbe infestanti attorno ai ceppi.



 

Sono semplici esempi a testimonianza di come la ricerca e la voglia di emergere portino a risultati inaspettati e di valore, anche in territori apparentemente ostili come quelli delle pendici de “ 'a Muntagna”.