Meditaeuropa 2008: manifestazione a Ravenna dedicata al Mediterraneo, spazio comune fra popoli e culture

Ravenna, 30.03.2008, di Alberto



dal 2 al 17 maggio 2008 a Ravenna -


A Ravenna si inaugura la seconda edizione di “Meditaeuropa”, festival delle culture del Mediterraneo organizzato dall’associazione Meditaeuropa in compartecipazione con il Comune di Ravenna. Il festival è costruito sull’idea di Mediterraneo quale spazio comune fra i popoli e le culture in cui Ravenna è crocevia, in virtù dell’antica sua storia di Porta d’Oriente.


Il tema dell’edizione 2008 legge il Mare Nostrum come luogo di tensione permanente, palcoscenico privilegiato del contraddittorio incontro tra società, culture, economie e religioni e per sua natura, terreno di contaminazione ininterrotta.



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E proprio tra i confini di quei paesaggi inquieti e nobili, la fotografa francese Alexandra Boulat, scomparsa all’età di 45 anni l’ottobre scorso - ha compiuto il suo viaggio nel quotidiano femminile, tra giovani donne che si confrontano ogni giorno con l’Islam, il fondamentalismo, la guerra, la violenza domestica. Documento e testimonianza di quel viaggio è la mostra dal titolo “MODEST.
Donne in Medio Oriente”, presentata all’interno del Festival Meditaeuropa 2008 in collaborazione con l’Agenzia Grazia Neri di Milano, aperta dal 2 al 17 maggio 2007 nella splendida cornice della Chiesa di San Domenico nel centro storico di Ravenna.


In mostra ritratti e storie di donne che vivono in Iran, Iraq, Afghanistan, Giordania, Siria, Gaza, West Bank, un lavoro che raccoglie immagini scattate tra il 2001 e il 2007. Le fotografie che riguardano l’Iraq sono state scattate agli incroci delle strade mentre le forze Americane bombardavano la periferia di Bagdad, durante l’invasione dell’Iraq nella primavera 2003 e successivamente quando Saddam scomparve.


L’occupazione del Paese da parte delle forze della coalizione e la guerra hanno sottratto alle donne irachene libertà e speranza, il nuovo governo iracheno è stata quello di ripristinare il codice religioso familiare, strappando alle donne ogni possibilità di autorealizzazione.

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Chador nero e sciarpa chiara nelle foto della Boulat per le donne dell’Iran: dalle cadette dell’accademia di polizia femminile a Teheran, alle donne che pregano in massa nel cortile della moschea di Mashad, il valore più apprezzato in una donna mediorientale è la modestia. Kalidja ha deciso di cambiare sesso ed è diventata donna col pieno sostegno di un’organizzazione governativa iraniana.


Le donne di Gaza, salvate dall’Islam, sono donne combattenti di Hamas hanno un ruolo attivo, la loro missione è resistere alla violenza quotidiana e portare il loro aiuto a una società disperata.
Pur essendo la Siria un paese laico e la Giordania una monarchia aperta all’Occidente, in entrambi i Paesi la gioventù cresce fra valori conservatori e precisi codici familiari. Tuttavia i caffè di Amman sono più trendy di quelli di Gaza e a Damasco, schiere di ragazze sono pronte a ballare in jeans e maglietta sui set televisivi dei cantanti arabi.


Associazione Meditaeuropa:
Via Val Pusteria 27,
48100 Ravenna.