La Dieta Mediterranea candidata a diventare Patrimonio Culturale dell’Umanità

Italia, 30.03.2008, di Stefano Bugamelli


Opere d’arte, natura? Anche la Dieta Mediterranea è candidata a diventare Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco. Essa rappresenta uno “stile di vita”, frutto di una lunga storia, di esperienze, di studio e di cura nella produzione dei generi alimentari che la compongono (frutta, verdura, erbe aromatiche, legumi, cereali, olio di oliva, pesce, vino) e che le ricerche scientifiche riconoscono come salutistica per combattere malattie cardiovascolari e l’invecchiamento cellulare.

Prova ne è che in Italia, dove è più diffuso come stile alimentare, si manifestano i suoi benefici in modo evidente: l’italiano è decisamente il primo in Europa per longevità con una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne.

La Coldiretti sottolinea inoltre che all’italiano compete anche il primato dei meno grassi, con la migliore forma fisica tra tutti i cittadini europei grazie proprio a una alimentazione fondata sulla dieta mediterranea, ciò ha garantito il miglior rapporto tra peso e altezza, calcolato in base a un indice di massa corporea comunitario.

L’argomento è stato approfondito in occasione della recente fiera Alimentaria di Barcellona dai ministri dell’agricoltura e Alimentazione De Castro (I), Elena Espinosa (E).

La candidatura congiunta, redatta da Spagna, Italia, Grecia e Marocco con la presentazione del dossier sulla dieta mediterranea, passerà al vaglio dell'Unesco che entro l'inverno del 2009 si pronuncerà.

Forse si preannunciano confronti ai tavoli “di discussione“ e scontri all’arma bianca (coltello, forchetta e cucchiaio) con i pur sempre nazionalisti francesi, perché il presidente Nicolas Sarkozy ha dichiarato che è la gastronomia francese ''la migliore del mondo'' e quindi merita il riconoscimento di patrimonio dell'umanita' dall'Unesco.