Il Pecorino Siciliano Dop

Italia, 11.07.2007, di Maricetta


di Enzo Russo -

Finalmente! Dopo gli interventi e i saluti di politici, autorità locali ed esperti del settore, sono saliti sul palco i cinquanta soci del Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione del Pecorino Siciliano Dop., i veri protagonisti della manifestazione “Mezzogiorno di Gusto”, organizzata a Cammarata (Ag) nel bellissimo Hotel Villa Giara, immerso nel verde, per festeggiare questo formaggio ricco di tradizioni, profumi e sapori. Lo si è potuto degustare fresco, stagionato e anche da grattugia, assieme a tanti altri piatti che fanno parte della tradizione gastronomica siciliana. Il tutto accompagnato da ottimi vini bianchi e rossi, anch’essi siciliani.
La sua storia è antichissima, ma è nel ’96 che al Pecorino Siciliano viene riconosciuta la Denominazione di Origine Protetta, un attestato molto importante perché garantisce il consumatore sulla qualità del prodotto con standard produttivi certificati e una chiara garanzia sull’esatta provenienza degli ingredienti che lo compongono.
Per salvaguardare tutte queste peculiarità, nel 2001 nasce il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Pecorino Siciliano Dop, un organismo importante che ha il compito di controllare tutta la filiera produttiva, dall’erba che mangiano le pecore, fino alla stagionatura e marchiatura.
“Il 15 aprile 2007”, hanno detto Roberto Malta e Salvatore Passalacqua, rispettivamente presidente e vice presidente del Consorzio, “segna una data importante per il Consorzio e il Pecorino Siciliano dop, perché, quando ha avuto inizio quest’avventura, erano pochi i produttori e gli allevatori che avevano aderito, c’era molto scetticismo, non credevano che ce la potessimo fare. In questi sei anni il Consorzio ha lavorato molto ponendosi una serie di importanti obbiettivi, alcuni già realizzati e altri che lo saranno nel prossimo futuro. Pensiamo di essere partiti con il piede giusto. Hanno già aderito al Consorzio cinquanta produttori, tra allevatori e stagionatori di Pecorino Siciliano dop e questo ci fa ben sperare per il prossimo futuro. Quest’anno prevediamo di produrre oltre seimila forme, tutte fatte secondo quanto disposto dal Disciplinare di produzione, che prevede norme severe: le pecore debbono alimentarsi con erba proveniente da pascoli naturali, il latte da pecore autoctone delle razze Pinzirita, Valle del Belice e Comisana, controllo igienico/sanitario del latte, il caglio deve essere di agnello o capretto di pasta, la stagionatura va dai 15 giorni per il primo sale, lo stagionato oltre quattro mesi e fino ad un anno per il formaggio da grattugia. Ed infine, se il cacio corrisponde a quanto stabilito dal Disciplinare, viene messo il marchio del Consorzio”.
Nei cinque anni trascorsi il compito del Consorzio è stato anche quello di far conoscere e valorizzare tutto il comprensorio con iniziative e incontri con tutte quelle forze legate alla produzione del pecorino per sensibilizzarle sulle varie opportunità che si sarebbero create su tutto il territorio, sia a livello turistico che economico.
pecorino_siciliano2.jpgI primi risultati sono positivi, il formaggio Pecorino dop, quello marchiato dal Consorzio, è migliorato nella qualità, ha uno standard produttivo uniforme nelle sue diverse stagionature ed è oggi presente sui mercati nazionali ed esteri. Si sta facendo conoscere ed apprezzare per tutte le sue valenze nutritive e qualitative.
Anche i consorziati (piccoli, grandi e a conduzione familiare) sono soddisfatti dell’operato del Consorzio, perché riconoscono che è un importante volano che opera nell’interesse di tutta la comunità. Valorizzare. Promuovere e far conoscere al meglio la genuinità e tutte le qualità organolettiche di questo antico formaggio significa far crescere il settore del latte, del formaggio e dei suoi derivati e, quindi, più benessere per tutti.
Per informazioni: Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione del Pecorino Siciliano dop – Via Roma 37 – 92022 Cammarata (Ag) – Telefono +39 0922.900844

Cammarata (Ag) dista 51 Km. da Agrigento, 201 Km. da Catania, 297 Km. da Messina, 93 Km. da Palermo, 188 Km. da Trapani. Gli abitanti sono 6.545 abitanti. Il paese sorge alle pendici del monte omonimo a 689 metri sul livello del mare. Vi si coltiva frutta, grano, olive, mandorle, agrumi . E’ molto sviluppato l'allevamento di bovini e ovini che vengono esposti ogni anno nella Mostra Zootecnica di maggio e nella fiera del bestiame di agosto. In sviluppo la villeggiatura montana nel periodo estivo, grazie anche al fatto che parte del Monte Cammarata è riserva naturale, per via del suo bellissimo bosco.
Il nome Cammarata deriva dal greco bizantino Kàmara che significa "stanza a volta". Il paese ebbe origini arabe e nel 1087 venne assediato da Ruggero II d'Altavilla, principe normanno. Nel 1257 il paese fu concesso al nobile Federico Maletta. Quindi esso fu possesso e residenza di diverse famiglie nobili feudali fra cui quella dei Vinciguerra, quella dei Moncada e infine quella dei Branciforte. Nel 1812 il comune ottenne l'autonomia. Nel settore monumentale particolare rilevanza hanno la Chiesa Madre che conserva una splendida scultura della Madonna della Catena opera di Pietro D'Asaro e la Chiesa dell'Annunziata eretta nel XIV secolo. Interessante è pure la Chiesa di Santa Caterina che racchiude una insigne Croce d'oro, opera di un anonimo intagliatore siciliano del XVI secolo.