Con riferimento alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in corso davanti alla Provincia di Firenze sulla proposta del contestato inceneritore di Rufina, il dottor Francesco Giuntini Antinori, titolare della Fattoria Selvapiana, che gode di elevato prestigio in Italia e all’estero, ha presentato osservazioni e documenti il 22 maggio 2006, il 12 ottobre 2006 e in data recente.
Gli argomenti contrari alla realizzazione dell’impianto trattati negli scritti depositati possono essere sintetizzati nel modo seguente:
• Danni alla salute umana – Negli ultimi anni e mesi si è sviluppata enormemente la ricerca scientifica in materia di rapporto tra inceneritori, produzione di nanoparticelle e insorgenza di malattie.
E’ ormai dimostrato che le polveri sottilissi
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me espulse dagli inceneritori provocano cancro al polmone, malattie cardiache e una gamma di altre patologie che sono causa di aumento lineare nella mortalità: tra queste, le malformazioni fetali e i tumori infantili. Vi è inoltre la possibilità di mutazioni genetiche trasmissibili alle generazioni successive.
• Conseguenze sull'ambiente socio-economico – La realizzazione dell’inceneritore costituirebbe una lesione irreversibile dell’immagine della Val di Sieve che ha una spiccata vocazione agricola e agrituristica, determinata principalmente da prodotti tipici di qualità eccellente che oggi hanno una “reputazione” particolare, l’olio e il vino (area DOCG Chianti; all’interno di tale DOCG parte del territorio è distinto con la dizione aggiuntiva “Chianti Rufina”).
Come già preannunciato da un’agenzia americana, si determinerebbe una riduzione progressiva, forte e traumatica, delle presenze turistiche e segnatamente enoturistiche ed enogastronomiche, anche in funzione della vendita dei prodotti di alta qualità, vanificando gli investimenti pubblici e privati attuati e annullando le storiche conquiste raggiunte negli anni con i sacrifici e gli sforzi degli operatori del settore.
• Pericolosità e rischio idraulico – Si prevede l’insediamento dell’impianto in un sistema naturale estremamente vulnerabile, a causa della vicinanza del fiume Sieve: infatti l’area è, in gran parte, classificata al livello massimo di pericolosità idraulica. Inoltre il terreno è costituito da un pianoro golenale, soggetto ad espansione delle acque fluviali in caso di piena. La collocazione è assolutamente sconsigliata da esperti a livello nazionale ai fini della sicurezza idrogeologica dell’impianto stesso e per i possibili gravi danni ambientali al territorio e al sistema idrico a valle.
• Vulnerabilità degli acquiferi – L’area oggetto dell’intervento è classificata al livello massimo di vulnerabilità anche degli acquiferi: nella stessa deve essere evitato l’insediamento di infrastrutture e/o attività potenzialmente inquinanti. I microinquinanti emessi dall’impianto, per caduta o indirettamente per dilavamento del terreno, raggiungerebbero la falda acquifera e i corsi d’acqua e sarebbero erogati successivamente dagli acquedotti posti a valle.
• Effetti su paesaggio, ambiente abitato e patrimonio culturale – Il sito ipotizzato per l’inceneritore ricade interamente in un ambito di tutela paesaggistica. Il manufatto previsto è un immobile fuori scala rispetto alle dimensioni proprie delle strutture del territorio.
La Val di Sieve contiene, infatti, una serie di manufatti che, visti nel loro insieme, costituiscono quella “qualità diffusa” che ne fa un paesaggio tra i più tipici e meglio conservati del territorio toscano a est di Firenze. Inoltre il Comune di Rufina ha investito nell'acquisto e nel restauro di Villa Poggio Reale, dove è ubicato il museo che ripercorre la storia della vitivinicoltura in Valdisieve; vi è un’assoluta incompatibilità “fisica” fra un museo di tal genere e un impianto di incenerimento di rifiuti, che andrebbe ad annullare progressivamente tutta l’attività vitivinicola della zona.
• Effetti su vegetazione, fauna e microclima – La diffusione degli inquinanti prodotti dagli inceneritori non conosce limiti geografici perché fortemente influenzata da fattori meteorologici. Le particelle sono bioaccumulabili e si trasmettono per via alimentare. L’attuale impostazione viticola si basa sui valori del microclima che vengono attentamente valutati e sfruttati. Una seppur minima variazione climatica indotta dall’emissione dei fumi è in grado di sconvolgere la tipicità di un prodotto su cui si è basata la costruzione di un marchio.
Inoltre, se l’impianto venisse realizzato sarebbe certa la svalutazione degli immobili in Val di Sieve che subirebbe anche un considerevole incremento del traffico veicolare con rilevante aumento dell’inquinamento.
Al termine delle sue osservazioni il titolare dell’azienda Selvapiana ha chiesto motivatamente che la Provincia di Firenze emetta pronuncia negativa di compatibilità ambientale rilevando che comunque dovrebbe essere dichiarato improcedibile il procedimento di V.I.A., essendo stato illegittimamente anticipato l'esito della pronuncia finale di compatibilità ambientale con la previsione di monitoraggi “durante la fase di cantierizzazione”. Inoltre Giuntini Antinori ha insistito perché sia disposta l’inchiesta pubblica prevista dalla legge e siano ordinate indagini ambientali prima di ogni decisione: campionamenti ed analisi chimiche finalizzate alla valutazione dello stato attuale di qualità dell’aria, del suolo, del sottosuolo, delle acque sotterranee, della flora, della fauna, per un periodo di almeno 12 mesi nel territorio del sito proposto per l’inceneritore.
Il Gruppo di lavoro che ha contribuito alle osservazioni presentate dal Dott. Francesco Giuntini Antinori è formato da (in ordine alfabetico): Gianluigi Ceruti, avvocato, Università di Camerino – Lorenzo Cirri, geologo – Dominique Del Genovese, ingegnere dei materiali, dottorando Università di Braunschweig (RFT) – Andrea Del Re, avvocato, Università di Firenze – Patrizia Gentilini, medico oncologo, Ospedale di Forlì – Federico Giuntini Antinori Masseti, per le relazioni con le pubbliche amministrazioni e i rapporti con i privati – Silvia Giuntini Antinori Masseti, per le ricerche di archivio e l'acquisizione della documentazione – Luca Manetti, avvocato, dottorando Università di Firenze – Paola Signori, architetto – Alberto Tiziani, ingegnere chimico, professore ordinario Università di Padova.
Inoltre il Gruppo di lavoro è costantemente in contatto con altri esperti, italiani e stranieri.
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