Il Pecorino di Farindola

Italia, 12.06.2007, di Fosca Maurizzi


Le prime notizie sul pecorino Il Pecorino di Farindola, prodotto nella attuale zona orientale della catena del Gran Sasso, risalgono all’epoca Romana, con alcune citazioni che fanno riferimento al “formaggio dei Vestini” .
Come si evince da alcuni testi sui formaggi italiani, la denominazione “Pecorino di Farindola” è stata adottata all’inizio del ‘900. L'omonimo paese era all'epoca il più popoloso dell’entroterra vestino e contava un patrimonio ovino notevole, dovuto alla disponibilità di un pascolo pubblico molto esteso.
La produzione fu pian piano abbandonata fin a quando, alla fine degli anni novanta, iniziò un tentativo di recupero di questo prodotto tipico da parte dell’allora E.R.S.A. abruzzese e di enti locali farindolesi. Fu però solo nel 2001 che, grazie alla sinergia tra Slow-Food, Parco Nazionale Gran Sasso - Laga e Comune di Farindola, si istituì il “Presidio del Pecorino di Farindola”, presentato a Bra durante CHEESE 2001.

robert_b_forme-di-pecorino-di-farindola.jpg



L’uso del caglio di maiale è diventato simbolo della unicità del prodotto, rinnovando lo storico connubio tra pecora e maiale, sostegno della dura vita dei contadini.
La cosa curiosa è che ogni "forma" assume il nome della donna che in azienda lo produce, perchè solo e sempre le donne hanno il potere della creazione del prodotto.
Nell’ottobre del 2002, presso la sede del Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga è ufficialmente nato il Consorzio di Tutela del Pecorino di Farindola membri fondatori, con il Parco stesso, sono nove comuni del Gran Sasso orientale (Farindola, Penne, Montebello di Bertona, Villa Celiera, Carpineto della Nora, Arsita, Bisenti, Castelli) ed una rappresentanza di produttori.

Consorzio di Tutela del Pecorino di Farindola - Via San Rocco, FARINDOLA (PE)
Tel. e Fax +39085 823133


sto caricando la mappa...