Enogastronomia, cultura, mare, aree naturalistiche e l’entroterra sono i cinque “gioielli” che il presidente della Provincia di Ravenna, Francesco Giangrandi e Alberto Rebucci, dirigente delle Politiche Comunitarie ed Economiche, hanno presentato agli operatori del settore e giornalisti.
Illustrando il ventaglio di offerte turistiche, che quest’anno la Provincia ha messo in campo per soddisfare le più svariate richieste, ma anche per attrarre un certo tipo di turista tutto l’anno, hanno detto: “il turista diventa ogni giorno sempre più esigente e curioso, non si accontenta più soltanto del mare, d
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elle cene con gli amici, passeggiate e altre evasioni. Oggi vuole anche altre cose che lo “nutriscano" nella mente e quindi desidera conoscere le diverse realtà socio-economiche-culturali-turistiche del luogo che ha scelto per trascorre un week end oppure le vacanze”.
“La nostra, è una terra ospitale, ricca di tradizioni e cultura, la gastronomia, che si richiama ai prodotti della terra e del mare, è genuina ricca di sapori, coinvolgente, abbiamo grandi vini, come l’Albana, il Sangiovese e tanti altri vini genuini. Il nostro entroterra offre al turista monumenti, castelli e chiese che raccontano quanto è stato importante il nostro passato e poi c’è la nostra riviera accarezzata dal mare, attrezzata con ogni confort per soddisfare qualsiasi esigenza. Ecco, questo immenso tesoro, una miniera a cielo aperto che abbiamo ereditato e che abbiamo sempre cercato di custodire con cura e con amore, perché un patrimonio di tutti, desideriamo farlo conoscere al meglio in tutte le sue vocazioni, per accontentare e soddisfare nell’arco dell’anno, sia il turista esigente sia il turismo familiare, ma anche estero ”.
Vediamone alcune, iniziando da Ravenna, dove è in corso la Mostra “Felix Ravenna, regina dell'alto Adriatico”, inaugurata lo scorso 9 marzo nel Complesso di San Nicolò , chiuderà il 7 ottobre 2007. E’ una grande mostra archeologica allestita da RavennAntica, storie e tesori del V e VI secolo, a testimonianza dell'egemonia ravennate su un vasto territorio che si estendeva dal Veneto al Friuli fino all'Istria. Ma Ravenna, oltre ad ospitare e a realizzare nell’arco dell’anno, manifestazioni di forte richiamo internazionale, è una terra antica ricca di Monumenti religiosi paleocristiani e bizantini di importanza straordinaria in ragione della suprema maestria artistica dell’arte del mosaico e tra i tanti, l’Unesco nel 1996 ne ha selezionati otto che fanno parte del patrimonio dell’Umanità: Mausoleo di Galla Placida, Battistero degli Ortodossi, Battistero degli Ariani, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Cappella di Sant’Andrea, Mausoleo di Teodorico, Basilica di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Altra novità che ha preso avvio quest’anno, il collegamento via mare con la Croazia e Slovenia. Tutti i giorni un catamarano veloce parte dal porto di Ravenna e in sole due ore raggiunge la Croazia. Il costo, con partenza al mattino e rientro alla sera, è di circa 100 euro, che comprende anche, per chi lo desidera, il trasporto della bicicletta.
Per chi vuole degustare i piatti, prodotti tipici e vini, nel centro storico c’è la Ca de ven, che fa parte del circuito dell’Ente di Tutela dei vini Romagnoli. E’ una struttura molto importante, antica e ricca di affreschi, dove si possono assaggiare specialità tipiche in un atmosfera tipica della Romagna. Dal cappelletto nelle varie versioni: in brodo, al ragù e col tartufo di Pineta; e poi la piadina, il prosciutto crudo e i formaggi, in particolare lo squacquerone, che è prodotto in tutto l'Appennino Romagnolo. È un formaggio a pasta molto molle, la forma è rotonda e “floscia", priva di crosta, il sapore ricorda particolarmente lo yogurt magro. Per i vini non c’è che l’imbarazzo della scelta: Sangiovese di Romagna doc, nelle sue tre tipologie; l’Albana bianco da pasto, dolce e poi il passito che merita essere degustato con un formaggio molto saporito; il tipico Trebbiano che abitualmente si abbina al pesce e poi altri vini chiamati di sabbia, nascono lungo la costa, sono freschi e beverecci.
Cervia, una moderna e bella città turistica in mezzo alla pineta, che si affaccia sul mare Adriatico con un fronte di quasi 10 chilometri, da Milano Marittima a Tagliata, da visitare il Museo del Sale e delle Farfalle e poi ci sono le saline, la cui produzione risale all’epoca etrusca, inserite in un contesto ambientale splendido, ricco di natura, storia, tradizioni e popolato da numerosissime specie di avifauna. Il prossimo 20 maggio si svolgerà la cerimonia dello Sposalizio del Mare, rappresenta il rito dell'omaggio al mare, che conclude la stagione estiva a settembre chiamata “Settembre sapore di Sale”. E' la manifestazione più sentita dalla cittadinanza.
Il sale è anche protagonista nel “mercatino del sale e della tradizione” dove si possono acquistare i prodotti creati con il sale dolce, fra cui la cioccolata al sale, una prelibatezza culinaria, e i prodotti per il benessere del corpo come i sali da bagno. Per gli amanti dell’enogastronomia, è stata realizzata una guida godereccia, "Tartufo.....a portata di forchetta” – Il circuito dei Ristoratori del Delta del Po, una pubblicazione che presenta i ristoratori che hanno aderito all’iniziativa, con proposte di ricette al tartufo fresco realizzate con prodotti di qualità e presenti nei loro menù. L’iniziativa, che nasce dalle Province di Ferrara, Ravenna e di Siena, si propone due obbiettivi: promuovere e valorizzare il tartufo, una ricchezza naturale che contribuisce ai piaceri della buona tavola, e il secondo, far conoscere il territorio dove nasce, importante volano di sviluppo delle economie locali coinvolte.
La pubblicazione, oltre ad illustrare le diverse varietà del tubero, consiglia come conservarlo, quale vino è meglio abbinare per gustare i due prodotti.
I ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, fanno parte della Provincia di Ravenna e Ferrara e sono consultabili sul sito www.deltaduemila.net
Altro punto che gioca a favore della Romagna, è la gastronomia. “Quando incontrate la cucina emiliana, fate una riverenza, perché se la merita” scrisse Pellegrino Artusi, celebre autore del nostro più importante libro di cucina, quello che per primo ratificò l’unità gastronomica dell’Italia. Anche se l’Artusi era di Forlimpopoli, romagnolo puro sangue, non può essere accusato di campanilismo: l’Emilia-Romagna è la regione che esprime la più opulenta cucina d’Italia, quella dove i piaceri della tavola sono perseguiti con più fervore.
In Romagna, la cucina, molto simile a quella emiliana, ha le sue proprie specialità, che derivano innanzitutto dal mare. Molti piatti a base di pesce: infiniti i “brodetti” e le zuppe, ma ancora più tipica forse la cottura allo spiedo, in cui al pesce di innumerevoli varietà si aggiungono aromi e pangrattato. Caratteristica ed esclusivamente romagnola è la “piadina”, schiacciata di farina, sale e strutto che si cuoce sulla piastra arroventata e sostituisce il pane accompagnando qualsiasi cibo.
In tutte le località della riviera, da Casal Borsetti, Marina Romea, Porto Corsini, Pinarella di Cervia, fino a Milano Marittima, meta di un turismo entusiasta e superorganizzato, si mangia ancora bene. Nonostante le enormi folle e i prezzi “tutto compreso”, il cibo è ancora buono e genuino e resta un sicuro richiamo per tutti. Così, ad ogni ora del giorno e della notte, ecco salsicce, spiedini, piadina, gnocco fritto e fiumi di allegro Trebbiano, mentre le note del “liscio”, accanto alla musica fragorosa delle discoteche, accompagnano i piaceri delle vacanze.
“Anche l’entroterra ravennate ha il suo fascino”, dice Alberto Rebucci, “è un altro tipo di turismo, più rilassante, ma di sicuro interesse per gli amanti della cultura dell’arte e delle tradizioni locali”.
A Lugo, per esempio, il centro storico è ancora intatto e risale al settecento: è molto bella la Rocca estense e il Monumento a Francesco Baracca; da non perdere il mercatino settimanale che risale agli inizi del ‘400 e che si svolge ogni mercoledì. A Bagnacavallo, deliziosa cittadina a pianta medievale, c’è la Basilica di San Pietro e la suggestiva Piazza Nuova a pianta ellittica. A Bagnara di Romagna si può ammirare la Rocca Medievale, il Museo Ma scagni, Villa Morsiani o la Chiesa Arcipretale – San Giovanni Battista e S. Andrea Apostolo risalente al 1484. Brisighella è un importante centro termale che conserva tutto il fascino delle sue origini medievali.
Faenza, città di origine etrusco-romana, merita una visita molto attenta per la ceramica, la cui tradizione artigianale risale al XII secolo. Tradizione e cultura della Faenza moderna con il suo Museo Internazionale delle ceramiche con splendide collezioni di oggetti di ogni età provenienti da ogni paese, 60 botteghe d’arte e una splendida Cattedrale. turismo@comune.faenza.ra.it Casola Valsenio, paese delle erbe e dei frutti dimenticati, c’è l’Abbazia con il Giardino Officinale, affascinante fabbrica di erbe medicamentose, cosmetiche ed aromatiche e poi la “Strada della Lavanda” e la “Strada dei frutti dimenticati”, dove sono stati messi a dimora le antiche varietà di piante arboree, decorative e da frutta, che stanno scomparendo.
Da vedere Russi, la cui nascita è legata alla costruzione di una fortificazione, edificata probabilmente nel secolo XI; notevoli sono gli edifici religiosi, tutti risalenti al XVIII secolo.
Una sosta rilassante va fatta a Riolo Terme, la città delle acque. Sorge nell’incantevole paesaggio della bassa valle del Senio e deve la sua vocazione alla presenza di fonti terapeutiche, conosciute già in epoca romana. I suoi imponenti bastioni costituiscono uno splendido esempio di architettura militare del Rinascimento. E per quanto riguarda la ricettività? “La situazione alberghiera nel ravennate”, dice Gianluigi Casalegno, Presidente settore Turismo della Confindustria di Ravenna e anche del Consorzio di Ravenna Incoming, che raccoglie albergatori e operatori turistici”, è in grande evoluzione. In questi anni ne sono sorti parecchi di alberghi, ma altri se ne stanno costruendo. Il flusso turistico è in aumento, lo scorso anno abbiamo avuto 6 milioni di presenze. L’offerta turistica che proponiamo è unica, Ravenna città d’arte, il mare con i suoi lidi e il territorio”, un mix vincente che ha convinto italiani e stranieri.
I prezzi? “ L’offerta è molto ampia”, continua Casalegno, torinese doc, ma che da più di 20 anni vive e lavora a Ravenna, di cui s’è innamorato per le immense bellezze artistiche, “ va a soddisfare le diverse esigenze delle singole persone, delle coppie, delle famiglie e dei gruppi organizzati”.
“Si va dai 30/35 euro dei bed and breakfast, ad alberghi da 60/70 euro per arrivare a quelli particolari che costano tra i 120/150. A Mirabilandia i prezzi sono molto convenienti. I gruppi da 50/80 persone, solitamente vanno fuori Ravenna, perché ci sono alberghi più ampi e attrezzati che possono soddisfare le diverse richieste.
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