Questa la formula scelta per il Festival: a partire da un tema, il regista e lo scrittore, l’antropologo e l’architetto, l’accademico e il sociologo, il politico e l’imprenditore dialogheranno e si confronteranno nelle giornate ravennati.
“Meditaeuropa” è dunque uno spazio di dialogo e di riflessione intorno al presente e a proposito del futuro. In questo senso non v’è migliore palcoscenico di Ravenna, la città – come ricorda lo scrittore Predrag Matvejevic – dove “Oriente e Occidente s’incontrano”. Una città che ha avuto molte vocazioni e che ha veleggiato verso innumerevoli destini. Una città che o
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ggi sembra consapevole di dover interpretare il ruolo di capofila della nuova identità “euro-mediterranea”.
Le giornate ravennati si apriranno alla mattina, con le grandi lezioni (ore 10,00 Biblioteca Classense). Si tratta di un percorso ragionato attorno ai temi più intriganti della cultura, della storia e dell’attualità, aperto al vasto pubblico perché pensato come momento di “divulgazione alta”. Da Predrag Matvejevic a Salvatore Bono, da Frank Fehrenbach a Gustavo Gozzi, da Massimo Livi Bacci a Valerio Massimo Manfredi. I pomeriggi saranno invece dedicati ai dialoghi (ore 17,30 Sala Convegni Albergo Cappello). In questi spazi si confronteranno scrittori, politici, professionisti e professori: Matilde Callari Galli, l’architetto Mario Botta, Franco Farinelli, Tiziana Caponio, Massimo Coppola, Kahled Fouad Allam, Ugo Intini, Vasco Errani, Paolo Scarnecchia, ecc.
Ad inizio serata si potrà godere un aperitivo letterario (19,30 Terrazza Einaudi) in compagnia di autori emergenti o già famosi come Michelle Nouri, Ornela Vorpsi, Amid Ziarati, Amara Lahkous, Alessandro Vanoli, mandiate N’Diae, Tahar Lamri, Fabio Fiori, Pietro Barberini, ecc.
A completare l’analisi del nostro Mediterraneo, in un mix di sapori e idee, vi sarà la cena incontro. In quella occasione si parlerà di cibo e cultura tra il presidente di Slow Food Carlo Petrini, Guido Tampieri (sottosegretario Ministero dell’Agricoltura) e lo scrittore Tahar Ben Jelloun. (martedì 8 maggio ore 20,30).
Al Mediterraneo è dedicata inotre la mostra fotografica “Genti di Dio” di Monika Bulaj, aperta dal 2 al 29 maggio all’interno della Biblioteca Classense. La famosa fotografa polacca con le sue immagini compie un viaggio attraverso l’altra Europa, cerca le frontiere interne e immateriali delle fedi, esplora i territori franchi di coabitazione tra monoteismi, cristianesimo, islam e ebraismo, cattolicesimo e ortodossia.
Si rende omaggio infine al cinema del Mediterraneo (ore 21,00 Cinema jolly) con una serie di proiezioni d’essai. La selezione, attenta ad offrire al pubblico produzioni di qualità troppo ignorate dalla grande distribuzione, conta su titoli come: Exils, Saimir, Il muro, Il segreto di Esma, Un tocco di zenzero, Quando sei nato non puoi più nasconderti.
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