lunedì  
02.04.2007  



Mantova e i Colli morenici mantovani


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di Ines Roscio Pavia -

La bellezza artistica di questa città è difficilmente descrivibile in poche righe, proprio perché Mantova è una città suggestiva. Patria di Virgilio, massimo poeta latino, la città oscilla fra cultura, storia e la realtà di un centro agricolo di primaria importanza.
Di origini remotissime, i primi insediamenti della città risalgono agli Etruschi, intorno al IV° secolo a.C. i quali gettarono le basi della fiorente realtà contadina che contraddistingue questo lembo orientale di Lombardia. Invasioni e occupazioni di popoli del nord Europa la soffocarono fino all’anno mille, quando Matilde di Cano

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ssa, con coraggio e passione inculcò nel popolo una dignità artistica e culturale che contraddistinse il suo sviluppo nei secoli. L’epoca Comunale segnò l’organizzazione idraulica del territorio, e la bonifica di interi quartieri urbani. Sotto l’egida dei Bonacolsi prima e dei Gonzaga poi, che la governarono per quattro secoli fino al 1706, fiorisce una incredibile ricchezza architettonica e culturale. Ecco sorgere il nucleo più antico della città: il palazzo Ducale, un complesso di edifici costruiti su un’area di 34.000 metri quadri, che ospita la celeberrima Camera degli Sposi affrescata dal Mantenga, ubicata nella torre d'angolo del Castello di S.Giorgio, il palazzo della Ragione, il palazzo del Podestà, il Duomo, la Basilica di S.Andrea. Mantova all’epoca era considerata una delle più sontuose e prestigiose Corti di Europa. I Gonzaga chiamarono in questa città letterati ed artisti.

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Tra il 1525 e il 1535, grazie al legame intellettuale fra Federico II Gonzaga e l’eclettico Giulio Romano, discepolo di Raffaello, la città conobbe un periodo di positivo fermento. A quel periodo risale Palazzo Te, villa estiva e luogo di svago ed ozio, ricca di suggestioni coreografiche.

E’ affascinante camminare tra palazzi di splendore artistico e architettonico, visitare le belle chiese, aggirarsi fra un dedalo di vicoli, piazzette, giardini.

mantova-piazza-erbe-arc-prov-mantova-toni-lodigiani.jpgIn piazza delle Erbe, movimentata da un coloratissimo e profumato mercato, si erge imponente la Torre dell’Orologio. Il tempo ha da sempre affascinato la mente dell’uomo portandolo a quantificarlo attraverso i secoli. La Torre, a pianta rettangolare costruita nella seconda metà del 1400, venne nel 1493 arricchita dell’ orologio di Bartolomeo Manfredi, meccanico, matematico e astrologo alla corte dei Gonzaga.
L’orologio è tuttora funzionante e richiama attenzione per la complessità delle mansioni che svolge. Il quadrante accuratamente restaurato, detto anticamente “estensorio” indica le ore contrassegnate da numeri romani. Riporta altre indicazioni, come le ore planetarie, i giorni della luna, i segni zodiacali. Attraverso la posizione degli astri, gli intenditori riescono a scoprire se un certo momento della giornata è sotto l’influsso di pianeti favorevoli. Dalla sua lettura si possono stabilire i periodi di seminagione o di raccolta dei prodotti agricoli. Viviamo in un periodo di competitività assordante ed assillante: è riposante seguire le lancette di questo grande orologio che tramanda da secoli un equilibrio, insegnandoci a investire il tempo nel fare, armoniosamente, ma senza affanno.

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Mantova è una città che vive fra le acque: sorge sul Mincio, che allargandosi a guisa di lago, la cinge per tre lati. Il fiume, che nella sua parte meridionale è navigabile, dopo un sinuoso percorso si getta nel Po. Da Mantova, via acqua, si può arrivare fino alla Laguna di Venezia.

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La Riserva Naturale delle Valli del Mincio occupa un’ampia area palustre di straordinaria bellezza. Per una escursione in battello di qualche ora, si parte dall’antico borgo di Grazie (tel. +39 0376 349292 - cell. 349 6194396). Qui si trova l’omonimo Santuario, reso vivo da una civiltà contadina fatta di allegria, semplicità, buona tavola e un pizzico di religiosità che la devozione popolare ha tenuto viva nel tempo.


La vocazione agricola ha dato vita ad una cucina che è stata definita “di principi e di popolo”; la trasformazione dei prodotti della terra e l’inventiva, talvolta dettata dalla necessità, hanno fatto dell’ospitalità a tavola uno dei punti forti di Mantova.
E’ ghiotto gustare nelle trattorie del borgo di Grazie, il risotto alla “pilota” col “puntel”, saporiti formaggi e salumi, la “sbrisolona” e poi, come digestivo, effettuare una escursione fluviale sul Mincio e seguire i ritmi della natura. Questa è una zona palustre di particolare bellezza. La riserva si caratterizza per la distesa uniforme di canneti e per l’intrico di canali dove, tra il fiorire di ninfee, ibischi di palude, castagne d’acqua e la fitta vegetazione, sorvolano e nidificano aironi rossi e cinerini, svassi, il raro tarabuso, le folaghe, il falco di palude e molte altre specie anche rare. In estate il tutto viene arricchito da una spettacolare ed esotica fioritura di Fior di Loto.

Visitare le imprese agricole è come entrare in un giardino; il podere è curato, i vigneti ricchi , tutto è perfetto, pulito, le cantine sterilizzate e si rimane sempre più affascinati dalla antica tradizione che si sposa con la moderna tecnologia. In gran numero le cantine agricole sono a conduzione familiare da generazioni e la passione per la buona qualità viene tramandata da padre in figlio. Fra queste le Cantine Ricchi dei Fratelli Stefanoni a Monzambano (tel. +39 0376 800238) e la Fattoria Colombara a Olfino di Monzambano tel. +39 0376 800377), produttrici di vini.

Un’indagine della Coldiretti certifica che in Italia una impresa agricola su tre è condotta da donne professionalmente molto preparate che vantano dimestichezza con l’informatica, guidano aziende di media-grande dimensione sono attente alle coltivazioni biologiche ed ecocompatibili.

Non possiamo dimenticare i vini. Durante scavi archeologici sulle colline moreniche è venuta alla luce una ciotola di vinaccioli che si può far risalire al neolitico, quando nel territorio mantovano sorgevano le palafitte. Qui insomma si beve vino da un bel po’ di tempo!
La tradizione vitivinicola trova supporto non solo nell’ingegnosa applicazione dei coltivatori mantovani, ma anche nella conformazione del territorio, nell’esposizione al sole e nel clima mite delle colline moreniche. Attualmente nel territorio mantovano sono più di mille gli ettari coltivati a vigneto che, grazie alla perizia dei produttori locali, danno l’ottimo Bianco, il Chiaretto, il Rubino, il Merlot, il Cabernert, lo Chardonnay, il Garganega, il Riesling (produzione d.o.c. dei vigneti di collina dell’Alto Mantovano) e il Lambrusco d.o.c., secco e spumoso dell’Oltrepo (Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani tel. +39 0376 234420).

Con l’inizio della bella stagione inizia l’inaugurazione di sagre gastronomiche (tel. +39 0376 323679), la Festa del Pesce a Roncoferrato, la Festa del Risotto a Villimpenta, la Festa dell’Aia, il Raduno dei Madonnari i famosi pittori dell’asfalto, la Fiera “Millenaria” dei Gonzaga, la Fiera del Tartufo, la Fiera del Grana Padano, la Festa del Melone, dell’ Uva, le bancarelle di Santa Lucia.

E’ una cultura dello stare a tavola, una cucina tanto antica da sembrare innovativa. E’ una ricchezza di tortelli di zucca, agnolini, tagliatelle; saporiti i “bigoi” conditi alle acciughe, i capunsèi al burro e salvia, il luccio in salsa, lo stracotto d’asino, il salame mantovano, per chiudere con una scheggia di grana e un bel bicchiere di lambrusco.

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Pochi chilometri separano Monzambano da Castellaro Lagusello, un borgo antico racchiuso tra le mura di una fortificazione, ottimamente ristrutturato che gode di una splendida vista su un laghetto a forma di cuore, un bacino inframorenico. Sono da ammirare le Torri d’ingresso e la Villa Castello Gonzaga-Taccoli del XIII secolo. Corte Uccellanda è un complesso di “case” ognuna delle quali è poeticamente dedicata ad un personaggio di cultura del nostro passato, un percorso tramite il quale si è cercato di dare forma alla lezione umana che gli stessi hanno lasciato nella storia. Si alloggia in appartamenti dotati di ogni confort, cullati da un perfetto silenzio, immersi in un grande richiamo alle tradizioni, alle nostre radici.

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Sono itinerari che possono essere percorsi anche in bicicletta; tragitti piacevoli, nel verde, attraverso vigneti ed angoli suggestivi. Non possiamo dimenticare Sabbioneta, a 30 km da Mantova verso Parma e la ciclabile Mantova - Peschiera, un itinerario di 45 Km in pista protetta che collega i laghi di Mantova con il lago di Garda. E’ la città-monumento voluta da Vespasiano Gonzaga, come “modello di città classica”. E’ un gioiello rinascimentale, conosciuta come “la piccola Atene” nota in tutto il mondo.

Ufficio Informazioni Turistiche:www.turismo.mantova.it - info@turismo.mantova.it
Call center + 39 0376/4324 432 fax + 39 0376/432 433
Dove pranzare tel. + 39 0376 2311 oppure www.ristomantova.com
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mercoledì 04 febbraio 2009 - Mantova Notizie
Un articolo su Mantova veramente bello.






 

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