Le pesche alla Melba di
Redazione 7

Cosa potrebbe esserci di meglio, dopo una giornata calda in una notte d’estate, delle classiche
“Pesche alla Melba”, ovvero delle pesche affogate in un leggero sciroppo (o champagne, perché no?) ed un semplice tocco di gelato alla vaniglia, coperto di succo di lamponi? Qualcosa di così leggero e delizioso che anche il salutista più attento alla linea le inghiottirebbe senza alcun rimorso. Chi era questa misteriosa Melba, il cui nome è anche legato ad un toast leggero, ad una bambola e ad un tipo di cialda? Nonostante si facesse chiamare
Nellie Melba, il suo vero nome era Helen Porter Mitchell. Nacque in Australia il 19 maggio 1861. Scelse “Melba”, come diminutivo di Melbourne e come cognome, per amore verso il suo paese.
Veniva da una famiglia molto musicale, ma fu scoperta solo nel 1880. Dopo un disastroso matrimonio e la nascita di un figlio, Melba lasciò l’Australia nel 1886 per coltivare i suoi interessi musicali. Ebbe il suo debutto a Bruxelles e subito diventò una delle dive più conosciute ed acclamate del Covent Garden. Per 37 anni, dal 1889 al 1926, regnò suprema nel tempio londinese dell’opera.
Il laringoiatra della Regina, Sir Milsom Rees, dichiarò che le sue corde vocali erano
le più perfette che avesse mai visto. Il timbro della sua voce infiammò critici di tutta Europa, Australia e America. Melba asseriva che non ha senso avere una voce perfetta se non si posseggono intelligenza, magnetismo, se non si pensa con la propria testa e se non si hanno salute, forza e determinazione.
Già donna libera di pensiero per i suoi tempi, era perfettamente conscia dell’importanza dell’immagine e coltivava in maniera quasi fanatica i propri interessi. Il suo motto era “Fai da solo”. Non fu solo cantante, interpretando numerosi ruoli, ma di volta in volta fu direttrice di scena, addetto stampa e direttore artistico.
La sua insegnante, la conosciutissima
Matilde Marchesi, era solita affermare che “è stato il suo cervello a forgiare la voce di Melba”. Melba morì il 23 febbraio 1931 a Sydney. Il grande Chef francese
Auguste Escoffier è il creatore del dessert che porta il suo nome.
Pesche alla Melba
Ingredienti: (per sei persone)
3 pesche non troppo mature
Sciroppo per “affogare” le pesche
Una tazza di zucchero
Due tazze d’acqua
¼ di tazza di succo di limone
6 cucchiai di gelato alla vaniglia
Per il succo di mirtillo:
2 tazze di mirtilli
2 cucchiai di succo di limone
¼ di tazza di zucchero
Panna montata e mandorle tostate per la guarnizione.
Mettere le pesche in acqua fredda per un paio di minuti. Sbucciarle, rimuovere i nòccioli e lasciarle un altro po’ di tempo in acqua fredda.
Per preparare lo sciroppo, portare ad ebollizione lo zucchero, l’acqua ed il succo di limone (alcuni chef suggeriscono di aggiungere un po’ di scorza di limone e di vaniglia).
Mettere da parte per una decina di minuti. Immergere le pesche nello sciroppo e lasciarle raffreddare. Miscelare nel frullatore gli ingredienti per il succo di mirtillo. Porre mezza pesca su ciascun piattino (o in una coppa da macedonia) e coprire con un cucchiaio di gelato alla vaniglia; infine aggiungere sopra il succo di mirtillo. Guarnire con un po’ di panna montata ed alcune mandorle tostate (e, volendo, una cialda).

Questo dovrebbe far cantare anche i cuori più duri! Gustatevi questa delizia ascoltando la calda voce della Diva che canta
“L’Aria dei Gioielli” dal
Faust…