La ricerca del tempo perduto

All’inizio era il nulla e poi fu un quadro astratto, un film, una sinfonia. Di quelle creazioni noi siamo i figli. Non saremmo ciò che siamo senza Caravaggio o Bach, senza Proust o Fellini, senza Gershwin o Brunelleschi. Senza di loro il paesaggio del mondo, l’intensità delle nostre emozioni, i percorsi della nostra fantasia sarebbero diversi. La consapevolezza di noi stessi sarebbe diversa. Un quadro, persino una luce sullo sfondo di un paesaggio; una musica, persino un’accennata melodia; un film, persino una semplice inquadratura possono entrare dentro di noi, scoprirci, cambiarci.
La ricchezza e la velocità della vita quotidiana, il repentino sorgere e sparire delle cose concrete, il consumarsi degli odori, dei sapori, delle luci che il nostro tempo frenetico e bulimico ha provocato finiscono, in fondo, col restituire ai linguag
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gi della cultura il valore delle madeleines della
“Ricerca del tempo perduto” di
Proust.
E’ bello lo stupore delle emozioni che vive Marcel quando, assaggiando una petite
madeleine a casa della madre, viene assalito da una misteriosa sensazione di gioia e di benessere. Poi Marcel comprende che il segreto di quella gioia è dentro di lui, nella sua memoria.
“Ma quando di un lontano passato non rimane più nulla, dopo la morte delle creature, dopo la distruzione delle cose, soli e più fragili ma più vivaci, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore permangono a lungo, come anime, a riconoscere, ad attendere, a sperare, sulla rovina di tutto, a sorreggere senza tremare loro, goccioline quasi impalpabili, l’immenso edificio del ricordo.”
Oggi sono proprio i suoni, le luci, le immagini le nostre madeleines. La nostra vita è immersa in un oceano di segni e alcuni di loro arrivano, come conoscendo la via di casa, alla nostra memoria, alle nostre emozioni, al nostro cuore.
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sabato 01 marzo 2008 - Alberto
Ad Amelie:
grazie di cuore!
Alberto Gorno
sabato 01 marzo 2008 - Amelie
L'odore delle ginestre mi riporto' per qualche istante nel dolce passato...nulla di piu meraviglioso di questa sensazione.
venerdì 16 novembre 2007 - Loris Guidi
Proprio così, non è la quantità od il solo piacere
del cibo o del vino a guidare le nostre bocche
nei labirinti danzanti del gusto, basta un dito
di vino, alcune masticate di pasta ben fatta a
sprofondare nel ricordo, nell'oblio,nel mondo
degli antenati, nella storia di una terra, di
una regione che come una madre ha nutrito tutti
noi, suoi figli eguali.