La cucina tradizionaleciociara antica e nuova allo stesso tempo. Come un prezioso reperto appena strappato alla polvere dei secoli. Occultata, fuori dai confini provinciali, dallo strapotere estetico delle celeberrime fettuccine, la cucina di questa antichissima regione del Lazio meridionale custodisce invece un mosaico di sapori e di particolarità di primissimo ordine e dall'insospettabile varietà. Da sfatare anche il luogo comune che vuole la cucina ciociara come povera e rozza. La sua innegabile matrice contadina (comune alla quasi totalità delle cucine tradizionali italiane) molto varia e ricca, come la molteplicità dei popoli che hanno abitato la Ciociaria. Non manca, inoltre, una tradizione "altra" le cui tracce si trovano nei "quaderni della nonna" del
PUBBLICITÀ
le case borghesi e nobili, che ha tutti i diritti e i requisiti per essere considerata "ciociara" e "tipica". Si tratta, infatti, molto spesso di rielaborazioni, arricchimenti e affinamenti di quelle che sono le ricette universalmente considerate tradizionali.
Tanto per fare un esempio le varietà di zuppe del tipo "pane sotto" sono tante che meriterebbero un volume apposito. La varietà di gusti e di preparazioni molto interessante e i risultati, spesso, sono assolutamente sorprendenti. Si va dalle versioni più semplici e rozze a vere e proprie "ribollite", se si vuole anche più gustose del celeberrimo piatto toscano, se non altro per l'assoluta superiorità del pane di grano ciociaro su quello tanto osannato dei fiorentini e senesi (vale anche per la pappa col pomodoro!).
Non si vuole, sia chiaro, tessere sterili lodi finalizzate alle soddisfazioni di appetiti da campanile: per tanti, il valore della cucina ciociara è stato una vera e propria scoperta e la ricerca in questo settore ha tutta l'aria di essere solo all'inizio, tanta e tale la coltre di polvere accumulata su un patrimonio culturale mai indagato veramente a fondo.
Altro punto di forza della cucina ciociara custodito nella varietà delle paste fresche e nelle salse a base di pomodoro e carni. Uno dei segreti di tali preparazioni consiste nella qualità degli insaccati e proprio delle carni.
Il maiale ciociaro, gli agnelli dei pascoli ciociari, il pollo d'aia e via di seguito. Le paste fresche della tradizione ciociara conosciute al di fuori della regione sono poche e, tutto sommato, si tratta delle meno caratteristiche. Ci riferiamo, ovviamente, alle fettuccine, ampiamente presenti anche in altre zone.
Meno noti i maccheroncini di pasta all'uovo (fini fini) o vere e proprie rarità come i maccheroni ai ferri o i Paternostri, realizzati con l'utilizzo di utensili metallici. Anche gli impasti di semplice acqua e farina si trovano in varietà cospicue, in dimensioni di sagne, patacche, sagne pelose (con farina integrale), strozzapreti, ammazzacavalli e diversi altri.
Numerose anche le variazioni del timballo alla ciociara, realizzato originariamente con lasagne di pasta all'uovo farcite a strati da sughi di carne e formaggio fresco.
Ora se ne trovano di diversi tipi, particolarmente ricchi dove frequente anche l'uso dell'uovo sodo e polpettine di carne e mozzarella magari di bufala. Si è già detto degli insaccati di maiale. Molto usate nelle salse sono le salsicce da, poi, utilizzare come pietanza o in piatto unico insieme al loro "sugo". Celebri i piatti a base di agnello e di capretto, infornati o brodettati, anche a seconda del periodo dell'anno e della disponibilità delle bestie.
Particolarissime alcune ricette speziate come il Garofolato di Veroli o il cosciotto di capretto alla Ciociara, infornato con copiose erbe aromatiche. Nelle zone del Cesanese si trovano oggi alcuni ottimi brasati al vino e salmì di lepri e di conigli. Il pollo ottimo alla ciociara, cucinato semplicemente al tegame con vapori di vino e aceto. Tantissime le minestre e le zuppe a base di verdure locali. Ottimi i broccoletti, le cicorie, le verze. I legumi la fanno da padrone in tante preparazioni. Squisiti i funghi preparati in zuppa, alla piastra e in mille altri modi specialmente nelle salse. Il tartufo molto diffuso, di ottima qualità e spesso presente nella cucina di diverse località ciociare. Vari e prelibati i formaggi, soprattutto di pecora e di capra. Il viaggio nella terra ciociara può essere dunque sorprendente anche per il palato, oltre che per la vista. Questa guida è un primo strumento essenziale per orientarsi in un territorio interessante, ma molto articolato.
Per informazioni: +39 0775.211417 - mailto:info@ciociariaturismo.it
Copia il codice nel box di destra e incollalo sul tuo sito per inserire il logo e il collegamento ipertestuale a questo articolo.
Lascia un commento! ...e scopri quelli degli altri!
domenica 09 marzo 2008 - caterina
in gita nella ciociaria ci siamo fermati in una trattoria nell'altipiani di arcinazzo l'agrifoglio vi consiglio fettuccine ai funghi porcini e strozzapreti all'arrabbiata favolosiiiii ciao
martedì 06 novembre 2007 - stefano
gli alimenti per fare la pasta ammazzacavalli e il procediment, quali sono?
lunedì 04 giugno 2007 - » "Osteria del Vicolo Fatato" - Piglio (FR) » Mondo del Gusto
[...] vorrei raccontarvi una piacevole esperienza condivisa con Maurizio; destinazione Piglio (FR) in Ciociaria, Lazio. Raggiungiamo in poco più di un’ora Piglio, uscita Fiuggi della A1 Roma Napoli [...]
Vuoi essere il promotore del tuo territorio, delle sue produzioni eno-gastronomiche, capacità ricettive,
bellezze storiche e artistiche? Per saperne di più
Venditori di pubblicità
Cerchiamo persone di elevata professionalità, specializzate nella vendita di spazi pubblicitari e
capaci di porsi nei confronti della clientela anche come consulenti di comunicazione. Per saperne di più
Pubblicità
Vuoi la tua pubblicità a pagamento su Mondo del Gusto? Scopri come fare
Le vostre proposte
Vuoi segnalare eventi, itinerari, prodotti o strutture ricettive?
Vuoi proporre delle ricette da condividere con i nostri lettori? Scopri come fare