Cibo è Arte

Italia, 26.11.2006, di Fosca Maurizzi



Cinema, letteratura, pittura e ogni altro tipo di arte da sempre hanno preso spunto da uno dei bisogni primari dell’uomo: quello di nutrirsi. Da questa ormai condivisa convinzione abbiamo tratto l’idea di creare una sezione chiamata CIBO ED ARTE, alla quale speriamo che i lettori del nostro Blog vogliano contribuire con osservazioni, commenti, esperienze e ricette ARTISTICHE.
Beatrice e Federico inaugurano la rassegna “Cibo ed Arte” offrendoci Eros, Cibo e Poesia

Federico Valicenti è il poeta dei fornelli, dove la sua fantasia e la sua creatività diventano mestolo nel pentolone della tradizione. Note di pregio delle sue preparazioni sono il garbo, l’equilibrio, la competenza nella conoscenza dei prodotti e degli abbinamenti che, assieme alla ricerca, difficilmente possono essere dimenticati.
Sottolineo ricerca, non ricercatezza!

Proprietario ristorante tipico Luna Rossa, Terranova di Pollino (PZ)
Presidente Associazione "le Vie del Pollino" Terranova di Pollino ( PZ)

Beatrice Nolé ha esordito con un libro di narrativa "Vicoli e vaniglia" Edizioni Ermes 2000, in cui attraversa la memoria sensoriale (odori, sapori, suoni, colori) ricostruendo il contesto antropologico di un piccolo paese del sud degli anni 60. (Il volume viene adottato da alcune scuole medie inferiori ed è stato recensito su diverse testate regionali e nazionali).
La sua prima silloge di poesie con il titolo "Al margine" è in corso di pubblicazione con Campanotto Ed.
Varie sue poesie si trovano in diverse Antologie pubblicate da Aletti Editore mentre una presentazione critica abbastanza approfondita sia sul volume di prosa che sulle poesie si trova nell'Antologia di poeti e scrittori lucani edita dal Consiglio Regionale di Basilicata nel 2004 (cfr.pp.775-794).

SEMPRE
Sempre inseguo la linea infinita
dei tuoi lunghi occhi obliqui
intinti nel nero velluto.
Quando per un attimo volgendo
il mio volto in ogni direzione
per caso mi è dato di fissarli,
allora in un bosco oscuro e fresco penetro
di nitide forme elastiche e fiere
e là, nel sonoro silenzio
odoroso di legni e di radici,
io sprofondo.




SALSICCE ALL’AGLIANICO
300 g di carne suina macinata
un cucchiaio di vino bianco secco
un pizzico di finocchietto secco tritato
6 g di sale fino
un cucchiaino di polvere di peperone rosso di Senise
due budelli sintetici per salsiccia
una macchinetta insaccatrice per salsiccia

La salsa:
300 cl di aglianico rosso
60 g di pane senza corteccia

Procedimento: è necessario che la salsiccia venga preparata in due, il maschio e la donna: è il preludio della poesia.

L’ incontro:
Su di una spianatoia versa la carne macinata , cospargi di sale, finocchietto e polvere di peperone ed energicamente lavora, lentamente versa il vino fino ad ottenere un impasto omogeneo. Quindi dividi l’impasto in due grosse polpette.
Si monta la macchinetta insaccatrice

L’innamoramento
Con le mani fa scivolare il budello lentamente nella cannucola dell’insaccatrice, lascia una breve estremità all’infuori che leghi con un filo di cotone a chiudere l’intestino.
Inserisci nell’ apposito imbuto una polpetta di carne e dolcemente manovra la manovella che permette di insaccare la carne nel budello.
Mentre il budello si riempie , accarezza e strizza con il palmo della mano leggermente e dai forma rigida, cercando di non far entrare aria all’interno;
riempito lo leghi all’altra estremità e lo bucherelli con un ago.
Ripeti l’operazione con l’altra polpetta.
Ottenute le salsicce fai riposare per almeno mezz’ora.

(nel frattempo sorseggia il vino rimasto nella bottiglia)

La cottura:
riempi di vino Aglianico una padella e vi adagi le salsicce portandoli a bollore lentamente per evitare che si rompano, se prende fuoco, nessun problema , si spegnerà da solo consumando l’alcool in eccesso.
Gira le salsicce in continuazione fino a quando il sugo si sarà ristretto e dalle salsicce non esce più liquido.

Il prologo
Taglia a tocchi piccoli il pane e versa nel sugo delle salsicce, cosi da farlo diventare nero e morbido.
Prendi due piatti di portata e taglia rondelle una salsiccia ,componi con esse un cerchio al centro di ogni piatto; taglia a metà l’altra salsiccia, denudala e mettila diritta in su al centro delle rondella di salsicce, aggiungi intorno i tocchi di pane, versa sulle rondelle il liquido nero di cottura, cospargi di polvere di peperone e un filo di olio e mangia, assieme al tuo compagno la salsiccia direttamente con la bocca senza usare le posate….. dopo aver consumato la salsiccia denudata, puoi tranquillamente mangiare il resto con le posate.

Gli amanti

Erano così ingordi
che non consumarono la cena.
Al mattino la casa aveva un aspetto strano.
Piatti pieni di cibo dappertutto,
come se ospiti a lungo attesi
non fossero mai arrivati,
e calici colmi di vino,
riflessi granati di un incendio
scoppiato altrove.



RAGÙ DI CARNI

Ingredienti:
200 g di polpa di scrofa
200 g di carne di vitellone
una lingua di ovino castrato
100 g di petto di gallina
1 salsiccia fresca
1 soppressata fresca
1lt di salsa concentrato di pomodoro
un bicchiere di vino rosso
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo tritato
1 pizzico di pepe
20 g di lardo
30 cl di olio extra vergine d'oliva,
30 pinoli
sale, pepe nero q.b.
due piccole fette di pane arrostito

Trita il lardo, finemente la lingua con il prezzemolo e l’aglio, condisci con il pepe e amalgama con un cucchiaio.
In un capiente padella, riscalda l’olio e versa il composto fai soffriggere per circa 1 minuti, quindi aggiungi i pezzi di carne a rosolare a fuoco forte, il pepe e il sale

Quando la carne è unta, dorata, aggiungi la salsiccia, senza togliere il budello, la soppressata e fai rosolare per 5 minuti e versa un bicchiere di vino rosso, sfuma per 15 minuti e aggiungi la salsa di pomodoro.
Abbassa il fuoco e cuoci lentamente, quando la salsa compone dei “sussulti vaginali (pip)” aggiungi in ogni vortice che si apre un chicco di pinolo.
Quando la carne è ormai esausta il ragù è pronto.
Con un cucchiaio raccogli un po’ di salsa del ragù e versa sulle fette di pane, mangia solo quello.
Regala il resto del ragù a chi è solo.

Ogni volta
Ogni volta
compassi il mio corpo di donna
a misurarne la vastità.
Cerchi impaziente
le impronte che ieri hai lasciato
a conferma che è tuo.


Ma una luce inattesa
già disegna forme nuove
per la tua smania di predatore.


Allora pieghi la forza delle tue mani possenti
riduci la voce ad un sussurro
e ti fai mendicante
a girovagare sul mio ventre di madre.


Poi ti abbandoni
fiducioso
alla corrente
e risali i fiumi sotterranei
del mio corpo di acqua.


Così, bagnata dai primitivi colori,
freme
la tua carne di fanciullo.




FRAGOLE D’AMORE

1 kg di fragole
2 limoni
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di aceto di lamponi
5 foglie di meta
zucchero a velo
1 cucchiaio abbondante di vino cotto di fichi

Lava e monda le fragole.
Spremi e filtra il succo di limoni, versa in una terrina e aggiungi la menta fresca tritata finemente, l’aceto ai lamponi, il cotto di fichi, lo zucchero ed emulsiona, fino ad ottenere un sapore appena acre ma gradevole
In un piatto di portata disponi le fragole tagliate a metà adagiate sul dorso.
Cospargi le fragole di zucchero a velo, versa sopra il liquido e succhia avidamente.