venerdì  
17.11.2006  



Salmone norvegese: "Il Re dei pesci"


salmone_norvegese1.jpgIl salmone norvegese di allevamento è il risultato di un programma di selezione e moltiplicazione simile a quello usato nell'agricoltura per migliaia di anni. Il salmone differisce dalle altre specie allevate soltanto nel numero di generazioni che sono passate da quando furono catturati e addomesticati i primi pesci selvatici. Nel caso del salmone norvegese, le generazioni che lo separano dai suoi antenati selvatici sono solo sette: la parentela, dunque, è ancora molto stretta.

L'allevamento di salmone in Norvegia è molto curato e all'avanguardia nell'introduzione di metodi di produzione innovativi, applicati in condizioni naturali ideali.
Per legge tutti gli allevatori, prima di iniziare la loro attività, devono ottenere una licenza speciale
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dal Direttorato della Pesca. La licenza viene concessa solo quando l'allevatore è in grado di garantire che la sua attività non avrà un impatto negativo sull'ambiente e che i suoi impianti non entreranno in conflitto con altri interessi locali.

La produzione del Salmone Norvegese comincia in autunno, quando si prelevano le uova dalle femmine sane e mature. Le uova vengono fecondate con il seme di maschi sani di prima classe e vengono fatte schiudere sotto un'attenta supervisione.
L'avannotto emerge dall'uovo con un abbondante deposito di grasso naturale attaccato allo stomaco. Questo gli fornisce il cibo durante le prime settimane di vita prima di cominciare la prima alimentazione, attentamente controllata. A sette/diciotto mesi gli avannotti si sviluppano in giovani salmoni adulti che pesano 50-300 grammi, dopodiché sono pronti per la vita in mare.

Il salmone passa quindi 1 o 2 anni in speciali gabbie aperte in mare dove la corrente fornisce un flusso costante di acqua fresca di mare. Durante questo periodo il pesce viene controllato attentamente; la qualità e la quantità del cibo vengono regolate con cura in rapporto alla temperatura dell'acqua e agli altri fattori biologici. Il salmone viene raccolto dai diciotto mesi ai tre anni, quando raggiunge la taglia ideale per la commercializzazione (normalmente 3-6 kg).

Il Governo adotta un severo sistema di controllo per assicurare la completa osservanza alle regole prescritte, tra cui quella importantissima di divieto dell'uso di organismi geneticamente modificati. Le autorità norvegesi fanno valere questa norma tramite un programma di regolari ispezioni sul campo e analisi di laboratorio. Le ispezioni vengono fatte anche per controllare lo stato di salute del salmone in ogni fase del suo sviluppo, allo scopo di garantire un prodotto sano e sicuro al consumatore.

Un altro istituto di ricerca molto importante - il National Institute of Nutrition and Seafood Research (NIFES) - ha il compito di controllare il contenuto di diossine, o altri PCB, nel salmone di allevamento nazionale. I controlli sono sistematici e campionari sia sul prodotto pronto al commercio (salmoni di circa 3 Kg) che, curando le diverse fasi di allevamento (ad es il controllo del mangime, la cui qualità deve essere sempre ottimale), consente di ridurre il rischio di contaminazione da PCB a livelli molte volte inferiori ai limiti di sicurezza definiti dalle commissioni CEE ed in generale a livelli molto inferiori rispetto a prodotti similari, provenienti da produzioni prive di questi tipi di controlli.
Il Salmone Norvegese allevato per questi motivi si distingue dagli altri tipi di salmone: è un prodotto di alta qualità intrinseca e sicuro grazie alla garanzia serietà e sistematicità dei controlli cui viene sottoposto.

Il salmone allevato offre inoltre una serie di vantaggi perché cresce in un ambiente sano e controllato e i processi di imballaggio risultano più veloci garantendo una maggiore freschezza del prodotto venduto al consumatore finale.

Che sia fresco, surgelato, affumicato o marinato, il Salmone Norvegese ha sempre un gusto inconfondibile. E si riconosce dalle carni tenere, saporite e delicate, alle quali la buona distribuzione del grasso dona una grande morbidezza e una eccezionale compattezza.

Oltre ad essere gustosissimo, il salmone norvegese è un alimento sano e nutriente perfettamente in linea con le esigenze di un'alimentazione moderna: infatti ha un basso contenuto di grassi saturi, diversamente dalla carne di manzo e altre, mentre è ricco di proteine e di acidi grassi polinsaturi Omega-3, che svolgono un'azione preventiva nei confronti delle patologie cardiovascolari.

Notevole anche il contenuto di vitamine A e D, e di vitamina B12, essenziali per lo sviluppo di ossa forti nei bambini, per rafforzare la vista e per il sistema nervoso. Inoltre le carni sode e appetitose del Salmone Norvegese sono facilmente digeribili.

Queste caratteristiche nutrizionali valgono anche per il salmone affumicato, poiché l'affumicatura non intacca il contenuto di vitamina D né quello dei benefici acidi grassi Omega-3. E' vero però che il salmone affumicato è più povero di grassi ma più ricco di sodio.

fish.jpg

In cucina il nobile salmone norvegese ha più di una caratteristica vincente.
Innanzitutto è facile da pulire, rapido da preparare e bello da presentare in tavola.

Poi è molto versatile: infatti può essere cucinato al vapore o al forno; può essere fritto o lessato; oppure servito marinato o affumicato, come si fa tradizionalmente in Norvegia per festeggiare il Natale.
Inoltre, proprio perché si sposa con molti sapori, il salmone norvegese si adatta a qualsiasi tradizione culinaria.

In Italia, per esempio, le ricerche condotte da Gallup dimostrano che per il 33% degli italiani il Salmone (che sia fresco o affumicato) è uno dei pesci più amati, consumato prevalentemente a casa (58%). Inoltre, la maggioranza degli italiani (54%) preferisce quello proveniente dalla Norvegia, riconosciuto come un prodotto di alta qualità, buono, nutriente al punto giusto.

“Norge: Prodotti dai mari norvegesi.”
Cresciuti in acque limpide e fredde

“Norge” è un logo che la Commissione ha sviluppato e che racchiude gli elementi caratteristici dell'industria ittica norvegese: il mare, un pescatore, le montagne e un peschereccio.

Il logo è posto a firma di tutto il materiale informativo/promozionale nonché delle iniziative di comunicazione e marketing che la Commissione realizza nei diversi paesi, ed è posto a riconoscimento di tutti i prodotti ittici Norvegesi.

Le immagini riflettono la qualità e i valori associati ai prodotti dai mari norvegesi ed esprimono la competenza degli uomini di mare locali in grado di pescare e produrre un pesce di ottima qualità; inoltre l'incontro fra il mare e la montagna simboleggia l'unione tra le acque fredde e pulite e la popolazione locale, che vive in perfetta sintonia con la natura.

La competenza secolare dei pescatori norvegesi risale addirittura all'età dei Vichinghi. Ancora oggi i prodotti ittici norvegesi sono lavorati secondo le tecniche affinate in secoli e secoli di vita a contatto con il mare. Queste metodologie sono però affiancate da tecnologie più moderne e innovative, ma sempre rispettose dell'ambiente naturale.

La Norvegia, presenta tutte le caratteristiche naturali per pescare un pesce gustoso e di altissima qualità: mare pulito, acque fresche e incontaminate, un clima favorevole e oltre 21.000 Km di costa, frastagliata da innumerevoli fiordi freddi e profondi. Il clima norvegese mantiene la temperatura dell'acqua molto bassa, permettendo alla carne dei pesci di diventare compatta e saporita, siano essi pescati o allevati in mare.
Ecco perché il salmone, il baccalà e lo stoccafisso norvegesi sono prodotti di eccezionale qualità.

Cenni storici

L'Italia e la Norvegia condividono una lunghissima storia di commercio iniziata proprio con l'esportazione dello stoccafisso in Italia.
La sua storia infatti è pressoché lunga quanto quella della Norvegia: si racconta che lo stoccafisso fu esportato dalla Norvegia prima ancora dell'era dei Vichinghi.
In Italia la storia dello stoccafisso risale al 1400 quando, grazie all'attivo commercio tra le Fiandre e il Nord Italia, fu esportato dalle isole Lofoten e Bergen percorrendo l'Olanda e le Fiandre.

Nel corso dei secoli di svilupparono sempre di più le relazioni commerciali e l'Italia divenne così uno dei più importanti mercati per lo stoccafisso norvegese. In questo modo lo stoccafisso aprì le porte al mercato italiano anche ad altri prodotti provenienti dai mari norvegesi, come il baccalà che approdò sul mercato italiano nel 1600, alimentando così il commercio tra l'Italia e la Norvegia.

Il commercio dei prodotti ittici tra la Norvegia e l'Italia ha fatto in modo che lo stoccafisso, il baccalà e il salmone divenissero parte della tradizione culinaria italiana. Infatti il primo utilizzo di prodotti ittici norvegesi, soprattutto dello stoccafisso, nelle cucine italiane risale al 1570 nel libro di ricette di Bartolomeo Scappi, il famoso chef di Papa Pio V. Da allora possiamo ripercorrere la via dello stoccafisso, del baccalà e del salmone fino ai giorni nostri caratterizzati da ricche tradizioni gastronomiche, riadattate in nuove proposte sempre più creative e fantasiose.
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giovedì 10 maggio 2007 - Mondo del Gusto - » Dal mare alla tavola
[...] La campagna promozionale “Occhio al marchio – La strada del pesce”, promossa dalla Regione Emilia Romagna e dalle province di Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena, si propone la diffusione di una cultura di qualità dei prodotti ittici locali e la promozione di un’alimentazione eccellente dal punto di vista nutrizionale e del gusto, con un giusto rapporto di prezzo. Una grande occasione per far conoscere al consumatore le diverse specie ittiche dell’Alto Adriatico, la loro stagionalità, le peculiarità e l’ottima qualità del pesce fresco. Si tratta di una serie di eventi che andranno avanti fino a luglio con serate enogastronomiche e vetrine dell’Adriatico; le prime consentiranno di partecipare ad un percorso del gusto alla scoperta di specialità gastronomiche elaborate dai ristoranti della costa: piacevoli serate, in compagnia di testimonial significativi delle marinerie locali, per degustare i menu proposti, che avranno come protagoniste le specie ittiche poco conosciute e meno utilizzate; le seconde, allestite nei centri commerciali, nelle pescherie e nelle manifestazioni della costa, per promuovere le specie ittiche locali di stagione. Un vero e proprio invito, dunque, aperto a tutti coloro che si troveranno a visitare le località della costa emiliano-romagnola per imparare ad apprezzare i sapori, la qualità, la freschezza del pesce dell’Adriatico e per vivere le tradizioni e la cultura delle persone e dei luoghi della pesca. I cambiamenti della produzione e dei consumi del settore hanno reso indispensabile investire sulla promozione di un prodotto e di un marchio di qualità che renda il pesce dell’Adriatico unico e riconoscibile al grande pubblico dei consumatori. Allo stesso tempo il progetto punta a sensibilizzare gli operatori che compongono la filiera di produzione, perché adottino il marchio PCAA (Prodotto Certificato Alto Adriatico) che sarà presto registrato ufficialmente come marchio collettivo di rintracciabilità del pesce Adriatico. Con queste azioni si vuole diffondere una conoscenza approfondita dei sapori e delle caratteristiche uniche dei prodotti ittici ed al tempo stesso offrire una garanzia di sicurezza alimentare in tutte le fasi di lavorazione, dalla pesca alla preparazione di deliziose specialità culinarie. Sono quindi coinvolti tutti i soggetti del settore, dai pescatori che spiegheranno ed insegneranno le tecniche della pesca, ai ristoratori che accoglieranno il pubblico offrendo degustazioni che faranno apprezzare e conoscere i prodotti del “mare nostrum”. Il protagonista della campagna promozionale è certamente lui, il pesce prodotto nell’alto Adriatico. Al fine di renderlo familiare al consumatore e promuoverne l’uso corretto sarà diffuso nei luoghi degli eventi un calendario “Le quattro stagioni del pesce dell’Adriatico”. Su questo semplice strumento di consultazione sono indicate tutte le specie ittiche dell’Adriatico ed i mesi in cui ne avviene la pesca, durante i quali è dunque possibile trovarle fresche e ad un prezzo adeguato. La campagna di educazione al consumatore prevede inoltre una pubblicazione “ Alimentazione sana: occhio al marchio”, anch’essa distribuita nei luoghi degli incontri, dove sono elencate le specie ittiche note e meno note, le loro proprietà organolettiche ed i benefici di un’alimentazione ricca di pesce fresco e di qualità. Oltre alle iniziative sulla terra ferma, inoltre, si potrà partecipare a quelle “In mare Aperto” che avranno luogo nelle marinerie della costa, da Goro a Cattolica, e riguarderanno le attività di pesca, le imbarcazioni, le pratiche di lavorazione e conservazione e degustazioni offerte dai pescatori. Questi eventi permetteranno al grande pubblico di conoscere direttamente i gesti quotidiani della pesca, entrando in contatto con la vita semplice dei pescatori che apriranno le porte su un mondo spesso poco conosciuto o dimenticato. Proprio per allargare la conoscenza delle attività legate alla pesca è prevista una campagna di sensibilizzazione verso i giovani delle scuole elementari della provincia di Rimini, articolata in una serie di incontri con bambini e genitori e visite guidate ai luoghi della pesca. I dettagli, gli eventi e l’elenco dei ristoranti aderenti all’iniziativa sono consultabili sul sito ufficiale del progetto: www.stradadelpesce.it . Si può inoltre contattare lo IAT di Cesenatico (FC) ai numeri +390547-673287 e +390547-673288 o all’indirizzo mail: info@stradadelpesce.it [...]






 

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